Energia spirituale : I 2 esperimenti che ne hanno dimostrato l’esistenza


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22 Oct

Fin da quando ho iniziato a studiare e a documentarmi,ho sempre apprezzato i libri che riuscissero a mixare scienza e spiritualità. È un approccio che adoro,dato che  nel corso del tempo questi due mondi così distanti e diversi, sono diventati sempre più complementari tra di loro.

Non a caso uno dei miei libri preferiti, é proprio “La Matrix Divina” di Gregg Braden,un bestseller che convoglia informazioni scientifiche e le unisce insieme a filosofie orientali e spirituali della storia antica.

Da leggere,davvero!

Ma quello che mi colpi di quel libro ,fu un capitolo in particolare in cui venivano spiegati due esperimenti scientifici che andavano a confermare la sua teoria sulla “Matrix Divina”,che altro non era che una sorta di campo energetico che permeava e si muoveva all’interno dell’universo in maniera intelligente.

Ricordo sempre che rimasi completamente colpito dell’incredibile portata rivoluzionaria che avevano questi esperimenti,che rimasi shockato per qualche minuto.

Perciò essendo una cosa che ritengo molto interessante ,ho deciso di riproporveli in maniera riassuntiva.


Con questo non voglio mettere i bastoni tra le ruote a Gregg Braden,tant’é che se siete interessati al suo libro lo potrete comprare a un prezzo scontato del 15% qua.


Detto questo mettetevi comodi e iniziamo.


Che Cos’è l’Energia Spirituale?


Sicuramente almeno una volta nella vostra vita,avrete sentito parlare di questa misteriosa energia spirituale,chi magari ,in qualche film ,o chi magari in qualche filosofia orientale.

O chi magari con DragonBall :)

Scherzi a parte,cominciamo con il dire che questo termine può avere più sinonimi a seconda del contesto,quindi magari potrete aver sentito parlare del Chi o Qi,o magari di bio-energia in ambienti più scientifici,ma il concetto é sempre quello,l’energia spirituale.


Ma quindi in termini teorici ,che cos’é l’energia spirituale ?


Teoricamente parlando,l’energia spirituale é una sorta di forza vitale che permea ogni angolo del pianeta e che risiede in ogni essere animato e non,in altre parole una sorta di collante che é organizzato come una fitta regnatela e che mette in connessione tutto l’universo.

Proprio su questo concetto ,nel corso della storia umana ,molte filosofie religiose hanno sviluppato i loro insegnamenti,come il buddismo o l’induismo,ma non solo,anche nel campo terapeutico,come nel reiki o nella pranoterapia ,questa energia spirituale è sempre stata usata come colonna portante.

Certamente la mancata dimostrazione scientifica di questo “fenomeno “ ha sempre creato molto scietticismo verso gran parte delle persone di tutto il mondo,sopratutto nella società occidentale ,dove questi concetti sono sempre stati visti in maniera critica come un qualcosa di mistico e fantasioso. 

Fortunatamente però ,la scienza negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante,talmente grandi da dare risposte anche a quel mondo invisibile che é il mondo spirituale,dimostrando appunto anche l’esistenza di un campo invisibile composto da energia.

E quindi,anche se l’esistenza di un campo universale di energia era stato teorizzato e descritto già da millenni,le verifiche che provavano una volta per tutte l’esistenza di questo campo energetico sono state svolte solo di recente.

Precisamente é proprio tra il 1993 e il 2000 che i nostri due esperimenti sono stati portati avanti,ed ora ,andiamo a vederli insieme nel dettaglio.




Esperimento 1 




Questo esperimento é stato portato avanti dal biologo quantistico Vladimir Poponin presso l’Accademia delle Scienze in Russia. 

Essi misero alla prova il comportamento del DNA nei confronti  delle particelle di luce (fotoni),la “materia” quantistica di cui é fatto il mondo.

(Se noi andassimo a sezionare la cellula,poi passando alle particelle arriveremmo ai fotoni)

(Sono cosciente che se un professore di fisica leggesse queste parole mi picchierebbe con un bel libro di 300 pagine ma sono obbligato a riassumere ) :)

Comunque dicevamo...

In primo luogo ,hanno rimosso tutta l’aria che era presente in un cilindro appositamente progettato,creando ciò che normalmente si definisce un vuoto.

Tradizionalmente il termine vuoto,comporta che il contenitore non contiene nulla ,ma gli scienziati sapevano che anche dopo aver tolto tutta l’aria ,qualcosa sarebbe rimasto all’interno del cilindro,i fotoni appunto.

Facendo uso di un’attrezzatura creata apposta per l’esperimento al fine di rintracciare le particelle di fotoni ,gli scienziati hanno rilevato la loro collocazione all’interno della capsula.

Volevano vedere se le particelle di luce erano sparse dappertutto,o attaccate alle pareti del vetro,o magari ammassate sul fondo del contenitore.

Ció che hanno trovato in un primo momento non rappresentava una sorpresa:I fotoni erano distribuiti in un modo del tutto non ordinato.In altre parole,le particelle erano ovunque all’interno del contenitore (il che corrispondeva alle aspettative di Poponin )

Nella parte successiva dell’esperimento ,Braden ci spiega che “alcuni campioni di DNA umano furono collocati insieme ai fotoni nella capsula chiusa”.In presenza del DNA,le particelle di luce ebbero un comportamento che nessuno aveva previsto:Anziché mantenere la struttura che i ricercatori avevano osservato prima,in presenza del materiale biologico le particelle assunsero una diversa disposizione

Era evidente che il DNA stava influendo direttamente i fotoni ,come se in qualche modo riuscisse a modificare la loro struttura tramite una forza invisibile.Questo é importante da evidenziare perché non c’é assolutamente nulla,fra i principi tradizionali della fisica che contempli un effetto simile.Tuttavia in quell’ambiente controllato fu osservato e documentato che il DNA(la sostanza di cui siamo fatti ) esercita un effetto diretto sulla materia quantistica di cui é fatto il mondo !


Assurdo vero?Ma la sorpresa successiva si verificò quando il DNA fu rimosso dal cilindro.Tutto faceva pensare agli scienziati che le particelle di luce sarebbero ritornate al loro stadio originario.Invece i fotoni rimasero nella loro solita formazione come se il DNA si fosse trovato ancora nel cilindro.

E da come spiega nel libro,Poponin dichiarò che i fotoni si stavano comportando “sorprendentemente e contro-intuitivamente “.

Ma oltre a questo,gli scienziati si dovettero trovare a dare una spiegazione logica di questo fenomeno sconosciuto che avevano appena osservato .

Che cosa aveva influenzato le particelle in assenza del DNA? Il DNA aveva forse qualcosa dietro di sé,una specie di forza residua che permaneva anche dopo la rimozione del materiale biologico? .

In conclusione il fenomeno venne soprannominato “effetto fantasma del DNA” .Un comportamento talmente misterioso da farci capire una cosa fondamentale ,qualcosa che non era possibile vedere ai nostri “occhi” influenzava le cellule ,ovvero la materia.



Esperimento 2 




Nel ‘900 alcuni scienziati che collaborarono con l’esercito USA,fecero un esperimento per verificare se il potere dei sentimenti continuava ad avere un effetto sulle cellule viventi ,in particolare  sul dna,anche quando quelle cellule non facevano più parte dell’organismo umano.

In altre parole gli scienziati volevano capire se prelevando campioni del nostro corpo,le emozioni positive o negative potevano ancora influire su di essi anche se ormai separati.

Come si evince dal libro ”Nel 1993 sul periodico Advances ,l’esercito americano riferisce di aver condotto esperimenti per stabilire con precisione se il collegamento emozione/dna permane dopo una separazione e,in tale caso,fino a quali distanze “.

I ricercatori quindi hanno iniziato prendendo un campione di dna da un volontario,lo hanno isolato in un’altra stanza del solito edificio ,così da avere in una stanza il volontario e in un’altra il campione del suo dna.

Questo perché volevano verificare se nel momento in cui il volontario avrebbe provato una qualsiasi emozione ,sarebbe stata percepita anche dal campione di dna situato in un’altra stanza.

Al soggetto venne mostrato una serie di filmati in maniera da creare stati emotivi all’interno del volontario ,da situazioni comiche,erotiche fino a filmati di guerra.

E come potete ben immaginare la cosa funzionò,gli scienziati si ritrovarono di fronte a un comportamento sconosciuto dalla scienza,perché nel momento in cui all’interno del soggetto si creavano emozioni di qualsiasi tipo,anche il suo dna nello stesso esatto momento produceva risposte elettriche.

In altre parole ,nonostante il soggetto e il campione fossero distanti decine di metri ,il dna si comportava come se si fosse trovato ancora all’interno del volontario.

Ma ancora deve venire il bello !

Braden continua raccontandoci un suo aneddoto che avvenne in un suo convegno dandoci ulteriori informazioni sull’esperimento “Avevo da poco finito di presentare i miei materiali sul collegamento che unisce tutte le cose,incluso l’esperimento dell’esercito. Quella sera a cena,uno dei relatori venne da me. E per ringraziarmi della conferenza mi informò di aver fatto parte dello studio di cui avevo parlato.Era il dott. Cleve Backster.....” “Mi forni dettagli che meritano di essere citati nel contesto di quest’opera.L’esercito aveva interrotto i propri esperimenti sul soggetto e sul suo dna allo stadio in cui entrambi si trovavano ancora nello stesso edificio ed erano a una distanza reciproca di alcune decine di metri.Dopo quegli esperimenti iniziali,tuttavia,il Dottor. Backster mi raccontò di aver continuato le ricerche a distanze ancora maggiori” 

Braden continua spiegandoci che lo scienziato si é portato fino a una distanza di circa di cinquecento sessanta chilometri ! Dove i tempi intercorrenti tra la risposta emotiva del soggetto e la risposta elettrica del dna era misurato da un orologio atomico.

In tutti gli esperimenti,l’intervallo della risposta era pari a zero.l’effetto avveniva contemporaneamente sia che il campione si trovasse nell’altra stanza che a cinquecento kilometri.Non cambiava niente.


Interessante eh? 


Capite bene che le implicazioni di questo esperimento sono tante,significa che le emozioni possono influenzare il nostro dna,ma soprattutto che  possono spostarsi in una dimensione che noi al momento non riusciamo ancora a non vedere.

Ma cosa più importante,qualcosa come nell’effetto fantasma del dna,tiene collegato tutta la materia,una sorta di collante che riesce a tenere unito ogni cosa anche a distanze incredibili.


Come sostiene anche lo stesso Braden é palese che si tratti del famoso campo energetico di cui parlavamo prima.Potremmo dire che questi due esperimenti sono la prova tangibile che esiste una dimensione a noi invisibile che lavora insieme alla nostra.

Certamente la strada é ancora lunga per poter capire e conoscere da un punto di vista scientifico questa forza invisibile.Ma é anche vero che questi esperimenti danno credibilità a tutti gli insegnamenti e le teorie che arrivano dal mondo spirituale sull’energia spirituale e che venivano già spiegate migliaia e migliaia di anni fa.

Detto questo,se avete apprezzato questo articolo non scordatevi di condividerlo e di rimanere aggiornati iscrivendovi alla mia newsletter.


Ci vediamo un abbraccio,Riccardo.



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