Le scoperte della scienza sul potere della meditazione


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13 May


Come abbiamo anche spiegato in "Meditare fa bene:le conferme della scienza",la meditazione è divenuto un argomento di grande interesse per il mondo scientifico,contando dagli anni '50 ad oggi più di tremila studi,ricerche ed esperimenti sulla pratica meditativa.


Il motivo?


L’interesse per la meditazione è andato crescendo negli ultimi decenni per diversi motivi. A partire dagli anni sessanta si verificò un avvicinamento culturale fra Occidente ed Oriente,poichè sempre più persone si avvicinarono alle filosofie orientali e alle numerose scuole di pensiero prodotte da quella cultura.


Il movimento Hippy fu forse il più iconico movimento occidentale di quegli anni che più incarnava la visione spirituale orientale.Non a caso cantanti e gruppi musicali leader di questo movimento sociale,furono anche allievi di importanti Yogi orientali.I Beatles e Mia Farrow per esempio,furono allievi dello Yogi Mahresh(creatore della meditazione trascendetale e dell'effetto Maherishi).


Il bisogno di evolversi quindi,come reazione ad una cultura considerata materialista e arida, spinse molte persone, giovani soprattutto, sulla via dell’Oriente, dove scoprirono un pensiero centrato sulla ricerca del proprio io interiore,quando invece il pensiero occidentale, con la sua propensione analitica, proponeva una visione più razionale e superficiale della realtà.

Dall’incontro fra Occidente ed Oriente nacquero una nuova visione e nuove opportunità di ricerca che permettevano di unire la metodologia occidentale alla sperimentazione di tecniche psicofisiche orientali. La scienza e la cultura contemporanea  si sono notevolmente arricchite da questo incontro, probabilmente non avremmo oggi la medicina psicosomatica,la medicina olistica e il movimento new age.



IL POTERE DELLA MEDITAZIONE


La meditazione è radicata nelle pratiche contemplative di quasi tutte le principali religioni orientali.Per queste filosofie, meditare significa coltivare le qualità umane fondamentali, come la stabilità e la chiarezza della mente, l'equilibrio emotivo, la preoccupazione per gli altri e persino l'amore incodizionato e la compassione - qualità che rimangono latenti finché non cerchiamo di svilupparli-.


"Quale relazione potrebbe esserci tra buddismo, antica tradizione filosofica spirituale indiana e scienza moderna? ".

 

Questa domanda venne posta da Tenzin Gyatso, il quattordicesimo Dalai Lama (leader spirituale del buddismo tibetano), durante l'incontro annuale della Neuroscience Society a Washington nel 2005.

Questa inedita cooperazione tra scienza e buddismo fu avviata già negli anni '80:Negli Stati Uniti,il francese di origine cilena Francisco Varela,aveva istituito un istituto volto a far dialogare scienza e buddismo : l'Istituto Mind and Life.

Con la collaborazione del ricercatore americano Richard Davidson e il supporto del Dalai Lama, si iniziò a studiare l'attività cerebrale di meditatori buddisti "esperti", cioè tra le 10.000 e le 60.000 ore di pratica.

I primi risultati conclusivi vennero pubblicati su rinomate riviste scientifiche.Ma che cosa si scoprì nel dettaglio ?

Numerose ricerche suggerirono che la meditazione potesse aiutare a curare la depressione e il dolore cronico, oltre a sviluppare un senso di benessere generale.

La scoperta dei benefici derivati dalla pratica meditativa coincidono con i recenti risultati sulla plasticità del cervello adulto, che può essere profondamente modificato dall'esperienza vissuta. Così, in un violinista, una regione cerebrale che controlla i movimenti delle dita aumenta gradualmente mentre impara a suonare il suo strumento,un processo simile sembra verificarsi durante la meditazione. Il praticante regola i suoi stati mentali per ottenere una forma di arricchimento interiore, che cambia il funzionamento e la struttura del cervello. Sembra anche che la meditazione aumenti la connettività dei circuiti cerebrali e produca effetti benefici non solo sulla mente e sul cervello, ma anche su tutto il corpo.

Come sottolinea il neuroscienziato francese Antoine Lutz, che una volta aveva partecipato a questi studi con Richard Davidson, la pratica prolungata della meditazione si traduce in una riorganizzazione dell'attività dei circuiti cerebrali che è alla base della regolazione dell'attenzione e delle emozioni. In altre parole, la struttura e il funzionamento del cervello cambiano con la pratica meditativa!


UN INCREDIBILE ESPERIMENTO MADE IN ITALY


Tra i migliaia di esperimenti condotti dalla scienza,uno su tutti si differenzia per gli incredibili risultati ottenuti.


E si,è un esperimento made in Italy !


Questo esperimento fu condotto dallo scienziato Nitamo Montecucco,medico esperto di psicosomatica e medicina olistica e ricercatore in neurofisiologia degli stati di coscienza.Egli è direttore del centro di Medicina Olistica "Villagio Globale".

 

Tuttavia,prima di entrare nel succo del discorso dobbiamo fare un passo indietro.


Nel 1993,Federico Nitamo Montecucco insieme al Dott.Giroldini(esperto informatico),costruirono un particolare elettroencefalografo computerizzato soprannominato Brain Olester.


Che cos'è il Brain Olester ?


Il Brain Olester è uno strumento capace di scomporre le onde cerebrali(Beta,Alpha,Theta e Delta) in 64 bande e di visualizzarle a colori sullo schermo di un computer(vedi immagine sotto),consentendo la misurazione automatica del grado di sincronizzazione tra i due emisferi(destro e sinistro).

Tale strumento permise al dott. Montecucco di testare nel corso degli anni novanta,migliaia di meditanti esperti e non, sia in Italia,in India che nei monasteri himalaiani.

Le prime conclusioni sembrerebbero dimostrare una relazione diretta tra coerenza cerebrale e salute e cioè:più una persona sta bene,maggiore è il grado di coerenza e armonia delle onde cerebrali.

Inoltre è stato osservato che durante la meditazione,avviene una progressiva sincronizzazione emisferica.


Questo cosa significa?


Serve comprendere che i due emisferi del nostro cervello svolgono attività ben diverse, come se si fossero nel corso dell’evoluzione specializzati in due diverse funzioni: intuitivo-creativo quello destro,e logico-razionale quello sinistro. In condizioni di veglia e di attività cerebrale si osservano range di onde diversificate fra i due emisferi.Durante la meditazione si osserva un progressivo allineamento di onda e una progressiva sincronizzazione dei due emisferi,che nei meditanti più esperti arriva anche a livelli di sincronizzazione del 90%.

Inoltre,un alto livello di coerenza emisferica sembrerebbe indurre l’intero cervello a pulsare secondo un’unica onda armonica,causando un aumento della creatività e del senso di benessere dentro le persone.


Capito questo,possiamo rifare un passo in avanti e tornare al nostro esperimento! 


Il 20 maggio del 2007,in concomitanza con la giornata della preghiera e della meditazione,è stata studiata la relazione tra la coerenza di un gruppo situato al centro "Villaggio Globale" (situato ai Bagni di Lucca,in Toscana) e un gruppo posto a 200Km di distanza.

Per l'esperimento furono usati due computer (Brain Olotester 412)e due elttroencefalografi sincronizzati tra loro al centesimo di secondo tramite dispositivi satellitari.


I risultati furono scioccanti! 


Si evidenziò una correlazione statistica incredibilmente significativa tra i due gruppi, con una sincronizzazione media dello 0,64%, e con picchi massimi del 5,4%!Tali risultati rappresentano un risultato eclatante, al di sopra di ogni previsione scientifica, visto che la sincronizzazione statistica attesa sarebbe pari allo 0 %.

In altre parole,spiegata in maniera più semplice,era stata misurata una connessione tra questi due gruppi,come se una sottile energia li connetteva.

Questo esperimento dimostrerebbe quanto la pratica meditativa,sia un ottimo strumento per stimolare la sincronizzazione collettiva.D'altronde gli strumenti hanno parlato chiaro,la meditazione concede la possibilità  di connettersi alla coscienza globale del pianeta(altro tema di grande interesse e di studio da parte della scienza).A tal proposito,Montecucco parla di un Buddhafield(campo Buddha),un particolare campo di coscienza collettiva legato da un alto livello di empatia fra i membri.



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