il corpo di dolore dell’Anima

il corpo di dolore dell’Anima

Il termine “corpo di dolore” è stato coniato da Eckart Tholle nei primi anni del terzo millennio e si riferisce a ” un campo energetico di emozioni antiche, ma ancora molto vive, presente in quasi tutti gli esseri umani“.

In altre parole, è un accumulo di vecchie emozioni irrisolte che non sono state assimilate nella maniera corretta e che imprigionano l’individuo in spirali negative.

Tuttavia, per la corretta comprensione del corpo di dolore ritengo di vitale importanza fare qualche passo indietro e portare luce su alcuni funzionamenti sottili dell’Anima, poiché il corpo di dolore è strettamente interconnesso alla leggi universali del karma e della reincarnazione.

Perciò mettiti comodo e cominciamo questo viaggio nel nucleo dell’essere umano.

 

LE MEMORIE DELL’ANIMA

 

Le memorie dell’Anima sono le “pellicole energetiche” sulla quale sono registrate tutti i ricordi e le esperienze vissute nel corso delle vite passate.

Sono «energie antiche» che, come delle impronte di fuoco, vanno ad imprimersi nei rivestimenti più sottili dell’Anima ad ogni nuova incarnazione.

All’interno di questi frammenti antichi ci sono anche le cosiddette memorie non risolte, ovvero le ferite, i conflitti, i drammi, le sofferenze e tutte quegli irrisolti che devono essere rilasciati per poter guarire e ritrovare la piena congiunzione con la propria Divinità interiore: lo Spirito o Atman.

In gergo orientale, queste memorie non risolte rappresentano il cosiddetto karma negativo, cioè quella condizione spirituale che induce l’Anima a reincarnarsi e a rivivere i suoi irrisolti al fine di comprenderli, accettarli e lasciarli andare definitivamente. (Se vuoi approfondire: Il karma spiegato in parole semplici)

 

KARMA NEGATIVO E CORPO DI DOLORE

 

Fintanto che non siete in grado di accedere alla potenza dell’Adesso, ogni dolore emozionale di cui avete esperienza, si lascia dietro un residuo di dolore che continua a vivere in voi. Si mescola al dolore proveniente dal passato, che era già lì, e si annida nella vostra mente e nel vostro corpo.

Eckart Tholle

 

Riprendendo il filo del discorso del paragrafo precedente, ogni vissuto passato produce un’impronta, una memoria energetica che, a seconda del suo contenuto emotivo, va a produrre una serie di conseguenze.

Una memoria positiva – frutto di un’esperienza vissuta con gioia e consapevolezza – produrrà benefici a tutto l’intero sistema interiore (karma positivo), mentre una memoria passata non risolta, rivestita quindi di pensieri contrastanti ed emozioni di rifiuto, influenzeranno negativamente tutta la struttura interiore dell’Anima (karma negativo).

Ma attenzione, perché non è tutto.

Una cosa fondamentale su cui portare attenzione, in funzione di una corretta comprensione del corpo di dolore, è che la tendenza delle memorie irrisolte è quella di addensarsi e creare una matassa energetica simile a un corpo estraneo.

Questo groviglio di filamenti di energia irrisolta formerà il cosiddetto corpo di dolore, ovvero un accumulo di materiale non superato che l’Anima ha lo scopo di guarire affinché possa liberarsi dal ciclo di reincarnazioni.

Pertanto, ponendo come base questi funzionamenti sottili dell’Anima, possiamo giungere alla conclusione finale che la pesantezza del corpo di dolore dipenderà dalla quantità di memorie irrisolte – karma negativo – che teniamo conservate internamente. Più profonde saranno questi irrisolti, più il corpo di dolore sarà grande e, quindi, avrà maggiore potere su di noi.

 

IL CORPO DI DOLORE: LA SUA MANIFESTAZIONE

 

Tutti hanno un corpo di dolore, fa parte della condizione umana.

Esso può assumere molte forme e manifestazioni: odio, depressione, rifiuto per sé stessi, ansia, paura, alienazione,  sono tutte manifestazioni con cui il corpo di dolore riesce ad esprimersi e a mostrarsi all’esterno.

Ad ogni modo, questo campo sottile di negatività può essere attivo o dormiente, proprio come un virus.

Rimane dormiente fino a quando qualcosa di improvviso e inconveniente non va ad innescare le reazioni nefaste di questo agglomerato di energia sofferente.

Mentre chi lo vive in maniera attiva sperimenta una continua identificazione con le basse vibrazioni del corpo di dolore. Ogni situazione è un pretesto per reagire negativamente contro di sé o contro il prossimo.  L’individuo diventa sia il carnefice che la vittima di sé stesso, poiché è il corpo di dolore a comandare le sue reazioni.

Ad ogni modo, voglio riportare questo passaggio del libro “Il potere di adesso” di Eckart Tholle, in cui l’autore spiega dettagliatamente e in maniera esplicativa la natura distruttiva del corpo di dolore:

 

“Il corpo di dolore vuole sopravvivere, al pari di ogni altra entità esistente, e può sopravvivere soltanto se vi induce a identificarvi inconsapevolmente con esso. Allora può risollevarsi, impadronirsi di voi, «diventare voi» e vivere attraverso voi. Deve alimentarsi tramite voi. Si nutrirà di ogni esperienza che entri in risonanza con il suo stesso tipo di energia, ogni cosa che crei ulteriore dolore sotto qualunque forma: collera, capacità distruttiva, odio, afflizione, dramma emozionale, violenza, perfino malattia. Così il corpo di dolore, quando si è impadronito di voi, crea nella vostra vita una situazione che riflette la sua frequenza energetica, in modo da trarne nutrimento.

Il dolore può alimentarsi soltanto di dolore. Il dolore non può alimentarsi di gioia, la trova indigesta. Una volta che il corpo di dolore si è impadronito di voi, necessitate di altro dolore. Diventate vittime o persecutori. Avete bisogno di infliggere dolore o di soffrire dolore o tutte due. Non vi è in realtà grande differenza fra le due cose. Voi non ne siete consapevoli, naturalmente, e affermerete con veemenza che non volete dolore. Ma se osservate più da vicino, scoprite che il vostro modo di pensare e il vostro comportamento sono costruiti in modo da perpetuare il dolore, per voi stessi e per gli altri. Se ne foste veramente consapevoli, questo schema si dissolverebbe, poiché volere altro dolore è follia, e nessuno è folle consapevolmente”.

 

COME SI FORMA IL CORPO DI DOLORE?

 

Questo campo sottile si forma quando vengono vissute situazioni dolorose.

Ciò che avviene è semplice: fai esperienza di qualcosa di negativo che va a creare un forte shock al tuo interno. Questo va ad attivare sul piano mentale una serie di catene di pensiero distruttive, mentre sul piano emozionale un’incontrollata ondata di emozioni che vanno a turbare tutto il sistema interiore.

Ecco che allora inizierai a cibare il tuo corpo di dolore, ad identificarti con la sua energia e ad entrare in una spirale negativa di sofferenza.

Col passare del tempo, l’emozione negativa si trasformerà in uno stato d’animo e l’opinione su quell’ esperienza dolorosa in una credenza limitante.

Magari ti convincerai erroneamente di essere un debole, di non valere o di non meritare una relazione soddisfacente e, a poco a poco questo dolore si trasformerà in una memoria irrisolta, in un’emozione non compresa, in un’energia inespressa che sarà cibo vitale per il tuo corpo di dolore.

A quel punto il danno è fatto: il tuo stato d’animo diventerà una caratteristica del tuo carattere e le credenze maturate i nuovi limiti della tua mente.

Per fare un esempio pratico, supponiamo che tu sia stato tradito dal tuo partner e che tu abbia scoperto le menzogne che ti raccontava da tempo. Questo shock ti porterà a stare male, a provare rabbia, odio, frustrazione. Non riesci ad accettare questo colpo emotivo.

Magari rimuginerai su quanto accaduto, alle logiche cha hanno scatenato questa situazione. Comincerai a sviluppare delle opinioni, dei giudizi sull’accaduto: “Come ho potuto fidarmi di lui”, “Come ho fatto a non rendermene conto prima”, “E’ una falsa”, “Una persona cattiva”, “Sono una debole” e via discorrendo.

Quello che sta accadendo sottilmente è che, per quanto sia naturale sentirsi devastati da un simile shock, silenziosamente il corpo di dolore sta cominciando a prendere il tuo controllo.

Il problema è che se non riuscirai a riprendere le redini della tua macchina interiore, questa prolungata identificazione con l’energia del corpo di dolore ti porterà a cronicizzare le emozioni in umori e i pensieri in delle credenze (“Le donne sono tutte delle stronze”, “Non merito un uomo che mi ami e mi rispetti”, “Non mi possono fidare delle persone”, “Merito di vivere da sola”).

E se con il passare del tempo la tendenza sarà quella di crogiolarsi nella rabbia, nel vittimismo e nella sofferenza – facendo il gioco del corpo di dolore – l’umore si trasformerà in uno stato d’animo e le credenze in convinzioni: “Sarò solo per sempre”, “L’amore fa schifo”, “Le donne non mi amano”, “La vita è orribile”.

Ecco che allora, non avendo risolto quel tradimento passato e, avendolo circoscritto dentro delle credenze negative, per mezzo della Legge di Attrazione continuerai ad attirare altri tradimenti, altri rifiuti, altri abbandoni che andranno a confermare la vibrazione di fondo del tuo campo magnetico, ovvero delle tue credenze inconsce e delle tue emozioni dominanti.

Anche nelle successive incarnazioni continuerai ad ereditare questa predisposizione interiore (karma negativo) e a settare la tua vibrazione secondo queste memorie passate, poiché esse non scompariranno quando la morte busserà alla porta del tuo destino, ma continueranno a sopravvivere e a sedimentarsi nel campo vibratorio del tuo prossimo corpo fisico che, di lì a poco, andrai ad animare.

Per cui, se in una vita passata non sei riuscito a guarire da tali comportamenti, per forza di cose queste credenze limitanti, preconcetti, impressioni e falsi giudizi saranno ancora presenti nel tuo modo di percepire le infinite sfumature della vita.

Inconsciamente, quindi, la tua tendenza sarà quella di temere il tradimento senza un’apparente motivo e di ripetere automaticamente, con totale naturalità, quei pensieri che avevi maturato in passato sulle relazioni e sull’amore anche nella nuova incarnazione.

E così, non avendo mai provato a portare consapevolezza sulla ferita del tradimento, la vita continuerà a ripetersi come un gigantesco copione. Le relazioni seguiranno il solito schema, portandoti a vivere luoghi e volti diversi, ma ruoli e dinamiche sempre identiche.

Pertanto, il corpo di dolore non solo influenza negativamente il tuo corretto vivere interiore, ma tende anche con la medesima forza ad attirare la sostanza della sua energia irrisolta nelle relazioni, nel lavoro e in tutti gli aspetti della tua vita esteriore.

 

COME GUARIRE IL CORPO DI DOLORE

 

Come un virus prolifera in ambienti idonei alla sua esistenza, anche il corpo di dolore trae forza da precise condizioni interiori.

Il requisito assoluto per potersi mantenere vivo all’interno dell’individuo è un cuore chiuso.

Il cuore è il centro energetico dell’intero sistema dell’Anima. E’ il ponte che mette in connessione l’io con l’IO, l’individuo con lo Spirito.

E’ proprio da questo luogo dimensionale sottile che emerge l’energia guaritrice più potente in assoluto: l’amore incondizionato.

L’amore è luce pura, e la luce pura illumina qualsiasi cosa, trasmuta ogni forma di disarmonia.

Come scrissi su un mio post sulla mia pagina Instagram: “Quando risvegliamo la coscienza-consapevolezza del cuore, riversiamo in noi stessi un’energia auto-guaritrice che è capace di riempire laddove c’è un vuoto e di cicatrizzare laddove c’è una ferita.

Ma soprattutto connettendoci alla sorgente del nostro cuore, cominciamo a vedere la vita attraverso gli occhi del sé autentico e non da quelli della ferita, del corpo di dolore.
Impariamo ad agire in modo consapevole e non a reagire in modo automatico“.

Con un cuore aperto, sarà facile perdonare il passato, perdonare chi ci ha traditi appunto.

Con un cuore aperto, sarà facile provare compassione per tutti coloro che si sono comportati male con noi. Non perché diventiamo dei deboli, ma perché maturiamo quella saggezza sopraffina che ci eleva alla comprensione che nessuno ha agito volontariamente per farci stare male, ma lo ha fatto perché era vittima delle sue ferite e, quindi, del suo corpo di dolore. Ha agito in automatico, ripetendo gli stessi errori e gli stessi cicli karmici.

Con un cuore aperto, smettiamo di attaccarci come dei tubetti di colla alle situazioni, alle persone e alle cose.

Con un cuore aperto, amiamo senza la pretesa di ricevere.

Con un cuore aperto, viviamo nella luce. E nella luce pura l’oscurità del corpo di dolore non può far altro che diradarsi, proprio come neve al sole.

 

Un abbraccio, Riccardo Ciattini

Tag: corpo di dolore eckart tholle,

Autore

  • Riccardo Ciattini

    Namasté! Mi chiamo Riccardo Ciattini e sono l'autore del libro "La Legge di Attrazione al servizio dell'Anima". Il mio scopo è quello di riportare per iscritto le saggezze che ho appreso in India e in giro per il mondo, cercando di donare una profonda consapevolezza su cosa significa vivere dal cuore.

2 thoughts on “il corpo di dolore dell’Anima

  1. Salve Riccardo :
    è stata una gioia leggere questo articolo, a dire il vero è già più di un’ra che stò qui.
    Grazie per tutto il materiale scaricabile che hai messo a disposizione.
    Ora ho capito (sentito) tante cose, la legge della sincronicità non falisce mai.
    Possa ritornare a te, moltiplicato come un onda di Benessere e di Amore Incondizionale.
    Anche se tante cose le sapevo “teoricamente”, è ovvio che il momento è questo, non potva essere altro. Namastè.
    Ti cercherò anche su Instagram. Mary sssstardussst.
    Ciao.
    Benedizioni infinite.

    1. Ti ringrazio molto Maria! Si, niente accade per casualità, se l’Universo ha voluto che tu approfondissi alcune tematiche proprio in questo periodo, vuol dire che i frutti erano maturi e che il raccolto era pronto per essere preso e assimilato in maniera più amplificata. Un abbraccio forte.

      Riccardo Ciattini

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