La spiritualità: il viaggio dell’Anima

La spiritualità: il viaggio dell’Anima

Che cos’è la spiritualità?

Ti sei mai chiesto realmente quale significato profondo nasconde questa parola? Per spiritualità non si intende essere superstiziosi o credere in specifiche dottrine religiose, ma significa comprendere se stessi in tutta la propria totalità raggiungendo la risposta a domande esistenziali quali: chi sono? da dove provengo? dove vado? quali legami e quali valori mi danno la possibilità di raggiungere il senso della mia vita?

Per spiritualità si intende tuffarsi dentro di sé per scoprire quell’universo interiore in cui tutte le risposte sono a nostra portata di mano, in cui ogni cosa assume una chiarezza cristallina verso i processi della vita. Ma non solo: significa anche andare oltre la materialità del corpo, oltre quella percezione distorta della mente che ci fa credere di essere un semplice ammasso di organi e vasi sanguigni.

D’altronde, come hanno diffuso tutti i maestri che hanno solcato la superfice terrestre, siamo Anime, coscienze, energie eterne che vita dopo vita si incarnano per uno scopo ancestrale: crescere interiormente in modo da allinearsi con il principio assoluto dell’universo: l’amore incondizionato verso ogni creatura.

Tutte le persone non “scendono” solo per fare una semplice comparsa nel grande Gioco della vita umana, ma per completare quelle lezioni lasciate in sospeso in altre vite passate. Lo scopo è di comprenderle, trasmutarle e ritrovare la strada verso la totale consapevolezza di chi si è veramente. Pertanto, più l’uomo si distaccherà dalla sua dimensione spirituale, più soffrirà. Più si allontanerà dal suo tempio interiore, più rimarrà imprigionato negli schemi dolorosi della mente e, infine, nella ruota della reincarnazione.

Citando le parole del filosofo Kalil Gibran, la spiritualità è «la cosa più essenziale nella vita dell’uomo e lo scopo ultimo della sua esistenza». Ma c’è di più: la vera spiritualità ci insegna che il corpo è solo un guscio dove staziona temporaneamente l’Anima, è un veicolo necessario per compiere il viaggio dell’Anima e raggiungere la definitiva congiunzione con la nostra parte divina in tutti gli aspetti di vita.

Il problema, tuttavia, è che convincendoci di essere un semplice ammasso di ossa, autorizziamo la nostra esistenza a sottometterci al dominio del corpo che è capace solo di interpretare gli impulsi che riceve sul piano fisico.

Chi si ritiene solo come corpo fisico, focalizza tutta la sua esistenza su ciò che può essere percepito con i propri sensi fisici, sottomettendo tutte le altre sfere dell’esistenza umana, quali appunto, per esempio, quella spirituale.

Se nella vita di una persona prevale il dominio del corpo, la persona diventa schiava dell’illusione della materia, fatica a divenire padrona e saggia guida del suo sentiero evolutivo come Anima incarnata. Ad ogni modo, coltivare la vita spirituale non significa genuflettere le funzioni fisiche del corpo per fare spazio all’Anima, ma integrare la sfera spirituale e fisica in un unico movimento sincronizzato comprendendo che si è qua per crescere, evolvere ed essere un pedina importante per l’evoluzione dell’umanità.

 

Il Viaggio dell’Anima

 

La definizione di spiritualità ci porta a capire che noi siamo Anima, che siamo un “Io” dentro a un corpo, una personalità eterna che cresce su piani spazio-temporali difficili da comprendere con i semplici strumenti della mente. Tuttavia, un buon aspirante spirituale che desidera ritrovarsi tra le braccia della sua Anima deve cominciare ad approfondire questo “Io eterno” che, nel corso delle sue incarnazioni, è stato rinchiuso dentro scorze di credenze, tendenze, abitudini, pensieri che ne hanno stravolto negativamente la sua reale natura.

Sei come una tazza pieno di liquido: il liquido rappresenta le ferite irrisolte, i doveri familiari, le credenze che hai di te stessa, i bisogni interiori, i desideri che hai assorbito dalla società e su cui, inevitabilmente, hai costruito la tua vita e, anche, la tua personalità. Mentre la tazza rappresenta l’essenza pura e divina della tua Anima, l’ “Io eterno” che continua a transitare ciclicamente in nuovi rivestimenti per ricordare chi è veramente, per riappropriarsi della sua natura divina che tutto può, tutto fa e tutto crea.

Ma che cosa si intende per “Io”? Per “Io” si intende l’ego, una creazione mentale che utilizzi per rapportarti al meglio con il mondo esterno. Fin qua non ci sarebbe niente male se non fosse che questo “Io” è stato nel tempo rivestito con il liquido della tazza, creando danni improponibili alla propria crescita spirituale. Ad ogni modo, si tratta di una tematica già ampiamente approfondita su questo sito attraverso articoli come Che cos’è l’ego e perché influenza la tua personalità o Le trappole dell’ego che impediscono l’evoluzione dell’Anima.

Essenzialmente, se nella vita di una persona prevale il dominio del corpo – con una conseguente ignoranza interiore – ciò è dovuto alle cattive influenze che l’ego protrae sulla mente umana e, quindi, sulle percezioni sensoriali con cui filtriamo noi stessi, gli altri e la vita in generale. Potrei continuare per molto a parlare dell’ego ma mi dilungherei troppo, perciò se desideri approfondire questa tematica, questi due articoli faranno al caso tuo.

Quindi, come avvicinarsi alla spiritualità? Comprendendo che è la propria dimensione interiore a influenzare la qualità di vita e il viaggio dell’Anima, poiché come è stato diffuso da tutti i più grandi santi la dimensione esteriore è solo un riflesso di quella interiore. Lasciando andare il liquido presente nella tazza attraverso la comprensione, l’accettazione e, se necessario, il perdono farai spazio a una nuova realtà più coerente con i passi della tua Anima, poiché come ho scritto nel mio libro La Legge di Attrazione al servizio dell’Anima: “Qualunque cosa trattieni nella tua mente e nel tuo «cuore», lo vedrai prima o poi manifestarsi nella tua realtà”. (Puoi approfondire qua: La Legge di Attrazione: la guida definitiva)

Infine, il viaggio dell’Anima deve passare necessariamente da un serio approfondimento della Legge del Karma: raccogli ciò che semini. Lascia andare quelle cattive credenze che hai assorbito dal mondo esterno come: “Viviamo solo una volta ” oppure “Tanto quando morirò ci sarà il nulla, sicché penso solo a divertirmi“. Tutto ciò che fai, pensi e senti crea una risultante su cui viene forgiato il tuo destino. Niente viene lasciato al caso, niente appare così dal nulla, sei tu la causa e la conseguenza delle tue esperienza, la vittima e il carnefice di quello che vivi, ricordalo sempre.

 

Ti mando un forte abbraccio, stammi bene. Riccardo Ciattini.

 

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