Il Regno di Shamballa esiste? Rilasciata la prima foto ufficiale


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01 Mar
01Mar

Il Regno di Shamballa è parte integrante di tutte le filosofie antiche. Si tratta di un Regno da sempre custodito e descritto dalle sacre scritture orientali e dalle numerose antiche culture. Per molti potrebbe sembrare una semplice leggenda, una fantasia popolare tramandata nel corso dei millenni, tuttavia le storie e i racconti capaci di confermare quanto ipotizzato sono numerose. Diverse sono le persone che sostengono di aver calpestato quelle Terre mitologiche in cui l'Anima e l'Amore Incondizionato sono parte integrante di questo Regno Celeste.
Come ben sapete, abbiamo già analizzato e descritto minuziosamente questo tema attraverso il libro gratuito prodotto dal nostro Team "Tutta la verità e le prove sui Regni di Shamballa e Agartha", che puoi leggere e scaricare gratuitamente QUA. In questo libro, data la recente decisione di Shamballa e Agartha di rivelare la propria identità spirituale, storica, culturale, tecnologica e la loro natura di Quinta Dimensione, siamo onorati di rilasciare la prima prova concreta al mondo dell'esistenza di Shamballa: la prima foto ufficiale della Città Celeste scattata da un testimone italiano, Francesco Boemi, in arte Mikado Francescoji.


IL REGNO DI SHAMBALLA



Secondo la leggenda, Shamballa sarebbe un regno mistico e misterioso nascosto da fitte nebbie tra le montagne più elevate dell’Himalaya, a cui solo i puri di cuore possono accedere, un luogo eterno e protetto in cui predominano pace, quiete e felicità. Il Regno di Shamballa è parte del Regno di Agartha, potremmo fare un'analogia con l'Italia (Agartha) e lo Stato del Vaticano (Shamballa). Qui,vivono Esseri superiori che hanno raggiunto l'illuminazione, Esseri capaci di cose inaudite, in grado di usare ancora quell’energia che noi, uomini di superficie, abbiamo ormai dimenticato ad usare, l’energia chiamata Vril. Un’energia che, volendo, può essere ancora risvegliata, in quanto è presente ancora in tutti noi, ma è “addormentata”. Shamballa viene anche soprannominata “La Terra dei Mille Nomi” poiché nel corso della storia è stata chiamata in diversi modi da molti antichi popoli. Infatti, oltre ai tibetani,anche i russi, cinesi e indiani tramandano leggende simili riguardo l'esistenza di un’antichissima dimora che sarebbe abitata da uomini e donne perfetti, che vivono in costante presenza di energie di altri piani vibrazionali. Il significato “esterno” considera Shamballa come un luogo fisico, reale, tangibile, raggiungibile però soltanto da individui dotati dalle più alte virtù e in possesso di un karma puro. Come ha fatto notare il 14 ° Dalai Lama durante l'iniziazione del Kalachakra nel 1985 a Bodhgaya, Shamballa non è un paese normale:
"Sebbene quelli con un'affiliazione speciale possano effettivamente essere in grado di andarci attraverso la loro connessione karmica, tuttavia non è un luogo fisico che possiamo effettivamente trovare. Possiamo solo dire che è una terra pura, una terra pura nel regno umano. E a meno che non si abbia il merito e l'effettiva associazione karmica, non si può effettivamente arrivarci."

Secondo le descrizioni tibetane, il regno di Shamballa ha la forma di un gigantesco loto a otto petali. Tra gli otto petali del loto ci sono otto catene montuose inferiori lungo le quali scorrono i fiumi di Shamballa. All'interno di questo anello interno di montagne, leggermente rialzato sopra i petali del loto, si trova Kapala, la capitale di Shamballa. Stiamo parlando di una città eterea, occupata da magnifici palazzi costruiti con metalli preziosi e gemme: oro, argento, smeraldi, perle, turchesi, coralli e così via.
Nicholas Roerich (1874-1947), un noto esploratore russo, scrisse che Shamballa era situata nelle vicinanze del Deserto del Gobi. Viaggiò attraverso la Mongolia e la Cina fino ai confini del Tibet dove, durante una conversazione con un Lama, gli venne riferito che " La Grande Shamballa è il potente dominio celeste. Non ha niente a che fare con la nostra Terra. Solo in alcuni luoghi, nell'estremo nord, puoi discernere i raggi splendenti di Shamballa ". Affermò che l'ingresso era nel profondo delle alte montagne. Il Lama disse anche a Roerich:
"Shamballah è sempre vigile nella causa dell'umanità: vede tutti gli eventi della terra dal suo "specchio magico" e la potenza del suo pensiero penetra in tutte le terre lontane. Innumerevoli sono gli abitanti di Shamballah. Numerose sono le splendide nuove forze e conquiste che si stanno preparando per l'umanità."

 
Ulteriori conferme sulla Città di Luce  arrivano dal libro del Lama tibetano Lobsang Rampa "Una visita nelle terre di Agartha". (NOTA:puoi scaricarlo gratis dal sito ufficiale QUA)

Nel libro "Viaggio a Shamballa"  è presente per ovvi motivi una descrizione dettagliata della Città di Luce e della sua architettura quasi irreale. Precisiamo, secondo quanto sostenuto dagli autori Anna Givaudan e Daniel Meurois, che i fatti presenti sono tutti eventi realmente accaduti.

"Sono certamente cupole che formano, nell’insieme, una specie di struttura architettonica bellissima che unisce meravigliosamente in sé la Terra, l’Aria e un Fuoco sottile; che dire d’altro? Tutto pare così smisurato anche in confronto alle migliori opere dell’uomo che conosciamo… È la luce stessa, ad esser stata scolpita? È la montagna, animata da un alito solare, a generare quella vita? Forse l’uno e l’altro. Ma per quale suprema energia, per quale senso armonico? Arriviamo rapidamente davanti ad un porticato, oltre il quale luccicano alcune delle costruzioni che avevamo intravisto, con le cupole, i colonnati ed i muri virginei: l’insieme ha la nobiltà d’un vero palazzo, nonché la sua semplicità, perché neppure un’idea di lusso ci sfiora la mente. Inoltre esso appare come un logico sviluppo della Natura, la materializzazione dell’idea del Bello, al di fuori d’ogni superfluità. È davvero possibile tutto questo sulla Terra? Dove siamo? Le linee greche, mongole, azteche si combinano nella più perfetta armonia, sposandosi sotto le vaste cupole aeree e quasi traslucide: non ci resta che fermarci ad ammirare.  Nulla a che vedere con l’architettura futurista: qui hanno attinto alle fonti del Vero, di ciò che è totalmente presente in abbondanza, come sospeso nel cosmo. Il materiale usato per la costruzione ci è sconosciuto, e fa pensare alla pietra, sebbene non lo sia: forse solo l’alabastro potrebbe reggere un poco il confronto… ma un alabastro così vivo… luce condensata… pensiero cristallizzato d’un Essere puro… Ci costa una gran fatica volgere lo sguardo altrove, perchè la sua struttura sembra appartenere ad un mondo diverso."


Anche nel libro "Agartha:The Earth's Inner World"  , Tradotto: “Agartha: Il Mondo Interiore Della Terra" (ACQUISTA IN INGLESE: QUA) scritto da Mariana Stjerna, ritroviamo una descrizione della Città di Luce. In questa storia auto-biografica, ritroviamo narrate le vicende di un uomo canadese, Timothy Brooke, il quale racconta di essere naufragato nelle terre misteriose di Agartha, più precisamente, nella Città di Telos, dopo una forte tempesta abbattutasi sulla sua barca che lo ha fatto naufragare nel Mondo Interno. Abbiamo tradotto per voi un passo molto interessante, in cui una ragazza di Telos, Sisilla, e un Maestro Illuminato, Maestro Saint Germain, accompagneranno Timothy e sua nonna nel Regno di Luce di Shamballa:

""Effettivamente fra poco, vedrai la Shamballa reale, genuina e almeno in parte fisica."affermò Sisilla. La fitta foresta e il sentiero senza pretese scomparvero. Era come se fosse stata tirata una tenda enorme dai nostri occhi. Una città scintillante, brillante, luminosa era disposta di fronte a noi. Shamballa! Il nome stesso causarono brividi di gioia e rispetto. "Shamballa!" esclamò la nonna, con l'adorazione negli occhi. "Dove sono presenti strade dorate, case di marmo e la presenza dell'alto seggio dei grandi Maestri. Vuoi dire che ci siamo davvero? "Si ci siamo!"  tuonò la voce allegra di Saint Germain. “La vedrai presto, Emilie!  Conosco bene questa città.  Parigi non fa paragoni! " Aveva appena finito di parlare quando sentimmo un terreno solido sotto i nostri piedi. L'esclamazione della nonna non era esagerata: stavamo camminando su una strada dorata.  Seguimmo poi Sisilla, non avendo idea di dove ci avrebbe portato. Ogni casa che passammo era una poesia architettonica, un tempio sacro. Non avevo mai visto edifici così belli. Gli occhi della terra difficilmente potrebbero immaginare una tanta bellezza;  era più come il paradiso. Sale luminose e scintillanti, persone che cantavano e sorridevano vestite di colori tenui, uomini saggi con aureole, giochi di colori sulle pareti, bambini che ballavano con musica celeste in sottofondo. Che altro si può dire dell'ineffabile?  Shamballa non è un'esagerazione.  È esattamente come sogniamo la sede della pace e dell'Amore. Era in parte simile alla Terra e in parte ultraterrena.  C'era qualcosa di fragile in queste persone che non erano così salde nella carne, erano enormi, a malapena erano umane, tranne che nella forma. Shamballa è un luogo vasto, con molte razze e diversi tipi di esseri. Innumerevoli erano le variazioni fisiche ma tutti avevamo un punto in comune: l'Amore Incondizionato per la Sorgente e per tutti gli Esseri. Il potere dell'Amore scorreva attraverso questa Città,attraverso questi palazzi,e tutto era così vivo da riempire i nostri cuori di una tale felicità da far quasi male."


L'UNICA PROVA CONCRETA DELL’ESISTENZA DI SHAMBALLA



Intorno alle leggende e i miti di Shamballa molti sono stati i pittori e gli illustratori che hanno usufruito della propria creatività per meglio rappresentare questo Regno Perduto. In particolar modo in Oriente, possiamo ritrovare numerose illustrazioni in cui l'uomo, nel corso dei millenni, ha cercato di rappresentare al meglio la perfezione materiale ed eterea di Shamballa. Ma anche se alcune di queste opere artistiche siano riuscite nell'impresa di immortalare questa perfetta creazione, la prova tangibile in grado di soddisfare il dubbio di una mente razionale non si è mai presentata nel corso di questi anni. Ragionando razionalmente, non poche sono state le persone ad aver avuto l'onore di accedere a Shamballa nell'ultimo secolo. Ma nonostante la tecnologia disponibile, nessuno è mai riuscito ad immortalare questi luoghi sacri, e non perché non ne fossero capaci, ma perché non ne erano autorizzati. Ebbene, siamo onorati ad essere il primo sito al mondo a rilasciare la prima prova tangibile dell'esistenza di Shamballa, un testimone italiano ha avuto, per gentile concessione da parte del Re del Mondo Anirudha, la possibilità di immortalare il Templio di Shamballa Minore e l'Illuminato Zeus, Guida dei Sacerdoti dell'Ordine di Melchisedek.

Questa foto è stata immortalata da Francesco Boemi,in arte Mikado Francescoji, Messaggero di Shamballa e Illuminato. Egli è uno dei rappresentanti di questa Città Celeste ed uno dei due testimoni italiani che ha prontamente partecipato al progetto e ha rilasciato un'intervista per il libro; fornendo preziose informazioni sul Re Anirudha e sulla disposizione del Regno di Shamballa (NOTA: L'INTERVISTA E' PRESENTE NEL CAPITOLO 16 DEL LIBRO)



Figura 4: L’immagine è presente e reperibile anche sul profilo Facebook di Mikado Francescoji (QUA)

Abbiamo anche chiesto informazioni sulla natura della foto, cercando di capire la motivazione per cui la foto si presenta in bianco e nero. Ecco cosa ci ha risposto Mikado Francescoji : "Il bianco e nero rappresenta l'antico o il tempo immortale di Shamballah o paradiso perduto. La bellezza non deve essere tramandata da una foto a colori, ma ciò che la foto immortala, il cuore del Paradiso Perduto dall'essere umano che lo ritrova prima nella sua Shamballah interiore e poi in quella materiale che possiede porte in ogni punto del mondo, affinché chi si Risveglia possa rientrare a casa."


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Stammi bene,un saluto Riccardo


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