Che cos’è il Karma: la guida completa

Che cos’è il Karma: la guida completa

Da un punto di vista storico, il karma rappresenta da millenni il nucleo centrale di qualsiasi filosofia orientale e spirituale. Qualunque Illuminato e Maestro Spirituale descrive il Karma come una Legge Universale in grado di mantenere gli equilibri dell’intero Universo. Essi ne hanno tradotto i meccanismi e le logiche, ne hanno assorbito il senso e la filosofia karmica, e con costanza, come una goccia d’acqua che lentamente corrode la roccia, la voce dei Maestri è riuscita a diffondersi a macchia d’olio in tutto il mondo, riuscendo a valicare i confini occidentali e ad influenzare la visione pragmatica e razionale della “società occidentale moderna”.

In questi ultimi decenni quindi, grazie ad una importante rivoluzione tecnologica della comunicazione, che è culminata con l’avvento di internet, il Karma ha assunto un ruolo sempre più centralizzato all’interno del dibattito mondiale occidentale. La facilità con cui poter reperire le conoscenze mistiche ha trasformato la curiosità di molti in conoscenza e l’ignoranza di tanti, in consapevolezza.

Tuttavia il tema del Karma rappresenta letteralmente un labirinto all’interno della quale i concetti si diramano e si districano in numerosi percorsi che spesso richiedono una buona visione generale del tutto. Come potrai sperimentare nel corso della lettura, approfondire il tema della Legge del Karma significherà approfondire parallelamente la Legge della Reincarnazione e della Legge di Attrazione poiché tutto è interconnesso e collegato alla logica della Grande Creazione Divina.

 

Non si evolve mettendo da parte il resto ed approfondendo solo il Karma, come non si evolve se ci si concentra su altrettanti argomenti e si mette da parte temi importanti come il Karma!

 

Per incorniciare al meglio la Legge del Karma potremo riassumere il meccanismo karmico con queste semplici parole: “Ciò che semini, raccogli” . Tuttavia nella maggior parte dei casi la “semina” avviene quasi sempre inconsapevolmente: è l’inconscio, attraverso l’Ego e le sue maschere, a perpetuare i cicli karmici da cui siamo impantanati da tempo immemore. L’Illuminato italiano Mikado Francescoji soprannomina questo stato esistenziale con il nome di “sbornie karmiche”, ovvero quei periodi o addirittura quelle vite, in cui si vive vittima delle trappole dell’Ego e dell’inconscio in cui sono sedimentate tutte le nostre memorie karmiche. (NOTA: questo argomento verrà approfondito nel Cap.4 della Guida)

A formare le memorie karmiche e quindi, il nostro bagaglio karmico animico, ci sono anche le ferite karmiche, le azioni karmiche e i loro cicli karmici, tutte questi “spicchi” formano la Legge del Karma, influenzano il tuo destino, il tuo futuro, il presente ed anche la tua personalità. Tutto segue un filo logico che porta alla grande comprensione che niente succede per caso. Ogni cosa si mostra per insegnare, purificare ed estirpare definitivamente le erbacce karmiche che vincolano le persone ad una esistenza limitata e dolorosa.

Tutte queste “sfumature karmiche” potremmo piuttosto incorniciarle e rappresentarle ancor più efficacemente con questa ulteriore affermazione: “Lo stesso ostacolo si ripeterà finché non lo avrai superato e compreso”.

Prima di iniziare quindi, ti chiedo un piccolo sforzo per affrontare al meglio la lettura: se sei una persona che generalmente è diffidente dinanzi a queste tematiche e che ha un continuo bisogno di conferme pratiche davanti ad un argomento così “non tangibile”, è consigliabile silenziare quella parte logica che necessita sempre di prove. Sii aperto di mente! Cerca di far fluire e di far assimilare le parole attraverso il centro del tuo cuore. Ascoltalo, e saprai subito se questa lettura potrà essere utile per la tua evoluzione. Soprattutto se sei spinto intuitivamente a voler continuare questa guida e ad approfondire la conoscenza della Legge del Karma.

Ora mettiti comodo ed iniziamo.

 

CHE COS’E’ IL KARMA DA UN PUNTO DI VISTA GENERALE

 

Quando parliamo di Karma stiamo parlando di livelli e livelli di memorie che costruiscono la personalità umana. Questa memoria che è investita in ogni cellula del tuo corpo crea ciò che sei. Crea quel particolare difetto fisico, crea quella specifica malattia genetica, stimola quella precisa paura e sviluppa quelle date capacità o incapacità. Essenzialmente ciò che sei è Karma.

L’Illuminato Sadhguru lo chiama “Karma genetico”: tu sei lo studente, il tuo karma è il materiale che riempie il tuo zaino scolastico, e la vita terrestre è la scuola dove dovrai studiare e approfondire il tuo bagaglio karmico per poi cercare di comprenderlo e ripulirti definitivamente da esso.

Il karma è una Legge Universale che lavora costantemente in ogni angolo dell’Universo. Non esiste nessuna forma di vita che è esente da questo processo. Tutti siamo influenzati da questa forza che mantiene in armonia e in equilibrio dimensioni e universi infiniti. Crederci o no non ha importanza, è una Legge Universale e come tale, continuerà ad influenzare la tua esistenza aldilà delle tue convinzioni che possiedi su di essa.

Prima abbiamo incorniciato il karma con una semplice frase: “Lo stesso ostacolo si ripeterà finché non lo avrai superato”. Ma potremmo aggiungere “Che lo stesso ostacolo si presenterà finché reagirai nella solita maniera”. Questo significa che è il tipo di risposta che scegli di attuare a creare o a perpetuare quel dato karma o ciclo karmico. Nessuno è quindi vittima di una maledizione e tantomeno di una punizione divina. Siamo piuttosto studenti alle prese con le proprie materie più ostiche, che tendiamo ad assimilare con maggiore fatica, ma che necessariamente devono essere apprese per essere promossi e salire di classe.

 

INDICE

 

CAP 1- KARMA E REINCARNAZIONE

  • KARMA, SUPER-INCONSCIO, INCONSCIO E CONSCIO
  • KARMA E DNA

CAP 2- LE FERITE KARMICHE O EMOTIVE

CAP.3- LEGGE DI ATTRAZIONE E KARMA: I CICLI KARMICI

  • I CICLI KARMICI

CAP.4- AZIONI PURE, SBORNIA KARMICA E TRAPPOLE DELL’EGO

  • AZIONI KARMICHE PURE

CAP. CONCLUSIONI

 

 

CAP.1-KARMA E REINCARNAZIONE

 

Tempo fa organizzai un sondaggio sulla pagina Instagram del IlBen-Essere, dove vennero coinvolte centinaia di persone. I dati prodotti dal sondaggio mostrarono qualcosa di singolare: il 90% credeva nel Karma, e fin qua niente di sorprendente dati i temi trattati dalla pagina, ma poco più del 50% credeva nella reincarnazione.
Ciò che emergeva dai risultati quindi, è che quasi una persona su due discostava i due meccanismi ed accettava solo l’esistenza del Karma come forza indipendente non legata al ciclo delle incarnazioni.

E’ comprensibile essere ostici dinanzi al tema della reincarnazione, soprattutto se si possiede un background cristiano o musulmano, ma è doveroso sottolineare e specificare che il karma non può esistere senza la reincarnazione, come viceversa non può esistere la reincarnazione senza il Karma.

Se dovessimo seguire la logica del “Si Karma e no reincarnazione”, e quindi di un’ipotetica giustizia divina in grado di far valere la sua Legge nella singola vita di quella data persona, tutti gli assassini, mafiosi e i politici corrotti dovrebbero essere morti già da un bel pezzo. Questo però non avviene e non avverrà mai perché il Karma appunto si muove su linee temporali più vaste che possono includere anche svariate incarnazioni.

Il sistema che fa da collante e mantiene in sinergia questi due meccanismi tanto complessi quanto perfetti è l’Anima. Fino a quando l’Anima non raggiunge uno specifico livello evolutivo e non apprende le dovute lezioni, essa sarà vincolata alle sue scorie karmiche; sarà vincolata ai suoi residui karmici che obbligheranno la ruota della incarnazione a continuare a girare.

Quando sentite parlare di Illuminati o di Illuminazione, si parla di Anime che sono riuscite nella grande impresa di liberarsi da tutte le scorie karmiche e quindi dal ciclo di reincarnazioni. Ovviamente è diminutivo “rinchiudere” il potere di un Illuminato in queste poche parole ma è un inizio per consegnarvi alcune informazioni necessarie per unire i primi puntini.

Come ho riportato nell’articolo “Che cos’è il karma? la spiegazione di un maestro spirituale tibetano”, esistono alcuni casi singolari in cui le Anime che si reincarnano nel mondo fisico sono esenti dalla Legge del Karma e quindi dal Ciclo di incarnazioni. In gergo spirituale queste entità altamente evolute, prendono il nome di “Avatar” e scendono periodicamente per svolgere importanti missioni e per ricordare all’intera umanità quale sia il significato reale della vita.
Questo Avatar, o Essere Avanzato, non è nato quindi perché deve esistere e tantomeno per vivere il suo karma, ma per far ricordare tutto ciò che è stato dimenticato e il pantano karmico in cui le persone sono immischiate da molte vite.
Nel corso di questi millenni, alcuni sono stati gli Avatar che hanno calpestato la superficie terrestre, tra cui Mahavatar Babaji. Nel 1970 Egli si materializzò misteriosamente da una grotta Himalayana con le forme fisiche di un ragazzo di 18 anni. Non aveva nome né genitori; costruì un’Ashram e diffuse per 12 anni gli insegnamenti a tutti coloro fossero pronti karmicamente a ricevere le sue lezioni. Poi nel 1982, compiuta la sua missione, lasciò il suo corpo fisico. Per approfondimenti leggi questo articolo: (NOTA: articolo ancora non disponibile, in fase di costruzione)

 

Mahavatar Babaji apparso da una grottaMahavatar babaji maestro spiritualeMahavatar Babaji che sorride

Immagine 1,2,3- Foto ufficiali di Mahavatar Babaji all’età di circa 20 anni

 

PICCOLA CURIOSITA’: anche Steve Jobs partì per l’India per ottenere insegnamenti da Mahavatar Babaji. Ma dopo poco tempo, dati i ritmi duri e incessanti che Mahavatar Babaji utilizzava per i suoi allievi, lasciò l’Asharam (situato in India a Herankhan).

 

KARMA, SUPER-INCONSCIO, INCONSCIO E CONSCIO

 

Per comprendere al meglio la creazione del karma, è necessario interiorizzare alcuni concetti vitali ed evidenziare la struttura su cui poggia la legge karmica: l’inconscio e il conscio.

La nostra essenza interiore deve essere visualizzata come un computer; L’hard disk o Mente Inconscia, conserva il bagaglio karmico e le cause che lo hanno formato per poi proiettarsi sullo schermo della vita quotidiana a seconda dei tasti digitati sulla tastiera (mente conscia , e in molti casi inconscia) del computer.

Quando adottiamo un atteggiamento mentale, scegliamo consapevolmente o inconsapevolmente di digitare un determinata tasto nella mente e proiettare nello schermo del computer una data esperienza. Solo dopo, il corpo ne subirà le conseguenze sia a livello emozionale, mentale e karmico.

Pertanto possiamo definire l’hard disk come inconscio-karma, i tasti come conscio-pensiero e il video il risultato della manifestazione fisica e karmica che avviene tra mente conscia e inconscia.

Le memorie karmiche sono “dati sensibili” immagazzinati nelle profondità abissali del proprio Inconscio. In questo luogo tanto misterioso quanto divino sono immagazzinati tutti i ricordi, traumi e gioie delle nostre vite passate. Ma anche tutti i blocchi, le ferite, i difetti e le lezioni non comprese o da affinare che una data Anima deve necessariamente liberarsi per poter purificare il proprio Karma e quindi liberarsi dalla Ruota delle Incarnazioni.

La Mente può essere rappresentata come un’iceberg: la punta che fuoriesce dall’acqua è la Mente conscia e rappresenta circa il 10%, mentre il ghiacciaio nascosto sotto le acque gelide e misteriose del mare è la mente inconscia e rappresenta circa il 90% della struttura mentale.

Seguendo questo filo logico, molti psicologi e operatori olistici hanno sviluppato alcune tecniche in grado di riportare in superficie le conoscenze e le informazioni dell’inconscio. In ambito psicologico questa tecnica è chiamata “ipnosi”: si porta in uno stato di tranche il paziente, la mente conscia si “addormenta” e la parte inconscia si risveglia ed emerge dagli abissi della mente.

In questo stato di consapevolezza il paziente è in grado di attingere alla vasta conoscenza del proprio inconscio ed ha la possibilità di ricordare e rivivere eventi traumatici vissuti in questa attuale vita.
In questo caso quindi, l’ipnosi possiede la capacità di scovare le cause di un dato blocco emotivo e caratteriale, rispolverando tutti quei ricordi che la mente conscia ha deliberatamente eliminato e immagazzinato nella sua parte inconscia.

 

Ma c’è dell’altro!

 

Alcuni operatori si sono portati oltre attuando scoperte ancor più rivoluzionarie: quando il terapeuta riesce a far riemergere la parte inconscia del paziente, ed essa prende le redini della mente , il paziente ottiene gli strumenti non solo per rivisitare memorie di questa attuale incarnazione ma bensì anche la capacità di ripercorrere incarnazioni passate e rivivere memorie antiche di secoli e millenni.

Questa tecnica prende il nome di “ipnosi regressiva” o “regressione”, ed essa possiede la capacità di rivisitare i ricordi delle vite passate e indagare su alcuni blocchi emotivi la cui natura psicologica sembra apparentemente inspiegabile.

E’ bene sottolineare che non si tratta di congetture, supposizioni e tantomeno di ipotesi. Migliaia sono i libri che descrivono questo funzionamento e milioni sono le persone che hanno sperimentato questa tecnica.

alcune conferme per esempio possiamo trovarle nel libro best seller di Brian Weiss “Molte Vite, Molti Maestri”.

Brian Weiss, è sempre stato uno psicoterapeuta di grande caratura a livello mondiale: ottenne la borsa di studio alla Columbia University dove si laureò con lode, divenne un importante psicoterapeuta e successivamente primario del reparto di psichiatria in un rinomato ospedale americano. Ha redatto importanti libri sulla biologia della mente e sulla chimica del cervello.

Come afferma lui stesso nel suo primo libro “spirituale” “Molte Vite, Molti Maestri”:

“Stavo divenendo uno scienziato e imparavo a pensare in un modo logico, spassionato e razionale. La facoltà di medicina e la residenza alla Yale University cristallizzarono ulteriormente questo orientamento scientifico. La mia tesi di laurea riguardò infatti la chimica del cervello e la funzione dei neurotrasmettitori, che sono messaggeri chimici nel tessuto cerebrale. Entrai a far parte del nuovo gruppo degli psichiatri biologi, che fondevano le teorie e le tecniche psichiatriche tradizionali con la nuova scienza della chimica del cervello. Redassi molti scritti scientifici, parlai in conferenze locali e nazionali e divenni una personalità nel mio campo. Ero un po’ ossessivo, rigido, inflessibile, ma questi erano gli usuali caratteri di un medico. Mi sentivo perfettamente preparato a trattare qualsiasi persona che entrasse nel mio studio per una terapia.”

Poi successe qualcosa che cambiò e rivoltò completamente il suo sistema di credenze: una storia vera che verrà raccontata con estrema precisione nel libro best-seller “Molte Vite, Molti Maestri”.

Una paziente, di nome Catherine, chiederà aiuto al Dottor Weiss per un acuto stato di depressione, accompagnato da attacchi di panico ed angoscia. Trattata con terapie convenzionali, Weiss non riuscirà ad ottenere alcun risultato su Catherine.

Dinanzi a un quadro clinico così complicato, Weiss decise quindi di sottoporre la ragazza ad alcune sedute di ipnosi. In questo stato profondo di trance la donna iniziò ad evocare inaspettatamente ricordi di vite passate che gradualmente e miracolosamente fecero guarire Catherine.

 

Tornando a noi quindi, le scoperte di alcuni scienziati, come appunto per esempio il Dott. Bryan Weiss, vanno verso un’unica e chiara direzione: molti blocchi emotivi e caratteriali vengono innescati da una matrice più antica.
Alcune anime sono impantanate nel proprio percorso animico perché non riescono ad elaborare efficacemente il dolore emotivo e quindi il loro bagaglio karmico.

Preferiscono scappare da esso o silenziarlo, piuttosto che ascoltarlo e comprenderlo. Non rendendosi conto di impantanarsi in un ciclo karmico ancor più auto-distruttivo!

Per ulteriori informazioni sulle regressioni leggi: Le scoperte della psicologa Dolores Cannon sull’anima e la reincarnazione

 

KARMA E DNA

 

Quanto descritto tra Karma e inconscio è la cornice di un mondo non tangibile, misterioso ed enigmatico.
Osservare ad occhio nudo le influenze tangibili di queste forze è quasi impossibile, ma non secondo alcuni scienziati: secondo alcune scoperte, anche nelle memorie cellulari, o meglio nel DNA, sono immagazzinate tutti i ricordi, traumi ed esperienze che una data Anima ha vissuto nelle sue passate incarnazioni.
Al contrario di quanto si pensi, la scienza ha solo compreso il 5% del DNA, ovvero la parte legata al corredo genetico. Il restante 95% circa viene definito DNA non sense o muto, proprio perché non si conosce ancora con precisione la sua funzione.
Molti esperimenti scientifici sembrano supportare la teoria legata ai campi morfogenetici. In pratica per fare un esempio, è come se la coscienza universale o luce di fondo o l’energia di base che unisce tutto il conosciuto, si condensasse in materia fisica tramite il DNA ed una volta finito il ciclo vitale tornasse ad essere luce.

 

CAP.2– FERITE KARMICHE E BAGAGLIO KARMICO

 

E’ stato più volte affermato quanto negli abissi della nostra interiorità sia sedimentato il nostro bagaglio karmico. Una sorta di “scrigno magico” in cui sono custodite tutte le memorie passate e i nostri “codici animici”. Esso rappresenta il nostro Karma ed esso influenza la nostra esistenza.
Il nocciolo della guida quindi, sarà incentrato nella suddivisione e nell’analisi di questa melma karmica in cui tutte le Anime sono impantanate da tempo immemore. Ecco i vari frammenti che tratteremo nel corso di questa lettura:

 

-FERITE KARMICHE O EMOTIVE

-CICLI KARMICI

-AZIONI KARMICHE

-PANTANO KARMICO O TRAPPOLE DELL’EGO

 

 

FERITE KARMICHE

 

All’interno del bagaglio karmico dell’Anima, le ferite karmiche sono il fulcro centrale di questa composizione divina.
Le ferite karmiche si creano nel momento in cui una data Anima elabora in maniera completamente errata il dolore emotivo.

Secondo le scoperte della psicologa francese Lise Borbeau, spiegato nel suo libro “Le 5 ferite dell’anima e come guarirle”, ogni persona nasce con alcune ferite emotive (o karmiche). Risolverle accettandole e imparare ad amarci per ciò che siamo fa parte del progetto di vita di quasi tutte le anime.

Lise Borbeau giunge alla conclusione che tutti siamo vittime di queste ferite, ed ognuno di noi crea una propria maschera comportamentale e strutturale per nascondere questi traumi, o meglio, il dolore emotivo.

Secondo la psicologa francese è l’anima a scegliere di incarnarsi in un determinato corpo e con una certa famiglia, giacché sono proprio i genitori del bambino ad attivare queste ferite nei suoi primi anni di vita. Dunque l’anima scende già sapendo su quali ferite lavorare per poter crescere ed evolvere.

 

Ma andiamo con calma e facciamo le dovute precisazioni.

 

Ritengo necessario fare una piccola digressione per rendere il quadro della situazione ancora più chiaro: quando il corpo fisico cessa di esistere e trapassiamo “dall’altra parte del velo” o nella “dimensione spirituale”, la coscienza divina insita in noi si ricongiunge al proprio Sé superiore( o Anima).

Questo ricongiungimento innesca alcune conseguenze che potranno rendere chiare le scelte spesso paradossali dell’Anima: l’Ego si scinde dal corpo eterico e la paura viene completamente bruciata.

Comprendo i dubbi e le perplessità di coloro che si sentono scettici dinanzi a queste parole, ma ciò che viene affermato non è invenzione ma bensì la restituzione di informazioni che vengono diffuse da millenni dai più importanti Illuminati e Maestri Spirituali.

Molte persone faticano a comprendere come sia possibile, secondo la logica del Karma e dell’incarnazione, scegliere destini a volte dolorosi ed estremamente ingiusti per se stessi. Il punto sta proprio qua: quando l’Anima prende queste decisioni non è influenzata dalla paura e tantomeno dalla visione egoistica dell’Ego. L’Anima riallineandosi con la Sorgente Divina ha una visione chiara di quali siano i suoi fardelli karmici e le soluzioni disponibili per purificarsi e progredire nei piani spirituali. Non è influenzata dalla dualità delle cose, non osserva la realtà con la visione duale di bene o male, di positivo o negativo e tantomeno è obbligata da chissà quale Entità Mistica. Lei sa cosa è giusto per se stessa e decide per Amore Incondizionato di sperimentare ciò che deve essere sperimentato per poter purificare il più velocemente possibile il suo bagaglio karmico.

Tornando a noi quindi, mantenendo questo filo logico, la dottoressa ha studiato e suddiviso queste ferite in cinque macro gruppi:

La ferita del rifiuto

La ferita dell’abbandono

La ferita dell’umiliazione

La ferita del tradimento

La ferita dell’ingiustizia

 

Quando subiamo queste ferite, il nostro intero essere si sente tradito e iniziamo a permettere al nostro ego, con le sue credenze e le sue paure, di prendere le redini della nostra vita.

Secondo l’autrice la conseguenze di queste ferite comporteranno la creazione di una maschera che servirà per nascondere a noi stessi e agli altri, ciò che ancora non siamo riusciti a risolvere. Come ci spiega Lise Borbeau:

“La ferita interiore può essere paragonata a una ferita fisica che hai da tempo su una mano, una ferita che continui ad ignorare, che hai trascurato di medicare. Hai preferito metterci sopra un cerotto per non vederla. Questo cerotto equivale a una maschera. Così facendo, hai pensato che potevi far finta di non essere ferito. Ma credi davvero che fosse la soluzione giusta? Certamente no! Tutti lo sappiamo benissimo, l’ego però non lo sa. E’ uno dei suoi modi per giocarci un brutto tiro.”

Le ferite presenti dentro di noi possono variare, alcuni potrebbero avere tutte e cinque le ferite, mentre altri potrebbero averne solo una, tuttavia, almeno una è presente in ogni persona.

Le maschere che creiamo per proteggerci sono presenti nella nostra morfologia e nel nostro aspetto corporeo, (riconfermando quanto appena descritto sul Karma genetico e sul DNA) perciò saranno ben visibili anche semplicemente osservando il corpo di una persona.

Inoltre, sostiene l’autrice, nel corso della propria vita si presenteranno circostanze in cui queste ferite verranno risvegliate. Persone, relazioni, avvenimenti e circostanze particolari, tenderanno ad attivare dentro di te queste ferite, in maniera tale da aiutarti a prendere coscienza delle tue ferite.

Per esempio se una persona possiede una ferita del rifiuto, probabilmente farà fatica ad accettare se stessa e vivrà ciclicamente relazioni o eventi in cui questa ferita verrà stimolata. Magari vivrà molte relazioni turbolente in cui sarà poco accettata dal proprio partner, dai colleghi di lavoro, dagli amici o addirittura dalla propria famiglia. Tuttavia, le relazioni sono uno degli “specchi” più utili per comprendere le ferite che dimorano in noi. Solitamente le più presenti sono quelle del rifiuto e dell’abbandono.

Queste ferite emotive o karmiche quindi, rappresentano un frammento importante del proprio bagaglio karmico. Non riuscire a comprenderle e continuare ad essere manipolati dalle logiche di queste ferite, costringerà le persone a continuare nel cammino evolutivo della Ruota delle Incarnazioni.

 

Non vi è ingiustizia in questo meccanismo, ma piuttosto una profonda compassione nel darvi sempre una nuova opportunità di crescita.

 

Tuttavia, se vuoi approfondire questo argomento e comprendere le caratteristiche di ogni ferita karmica e capire quale di queste 5 ferite siano presenti dentro di te, troverai tutto spiegato nell’articolo: “Le 5 ferite dell’Anima o karmiche dell’uomo”.

 

Estratto dal libro “Le 5 ferite dell’Anima e come guarirle” di Lise Borbeau:

“Quando nasce un bambino, sa nel profondo del cuore che la ragione per cui si incarna è d’essere se stesso, pur vivendo molteplici esperienze. La sua anima, d’altronde, ha scelto la famiglia e l’ambiente in cui nascere con uno scopo ben preciso; tutti, venendo al mondo su questo pianeta, abbiamo la stessa missione, quella di vivere delle esperienze fino ad accettarle e ad amarci attraverso di esse. Fintantoché un’esperienza viene vissuta nella non- accettazione, ovvero nel giudizio, nel senso di colpa, nella paura, nel rimpianto o in altre forme di non-accettazione, l’essere umano continua ad attrarre a sé circostanze e persone che gli faranno rivivere quella medesima esperienza.

Alcuni non solo la rivivono più volte nel corso di una stessa vita, ma devono reincarnarsi più volte per riuscire ad accettarla completamente.

Accettare un’esperienza non significa che diventa la nostra preferita o che siamo d’accordo con essa. Si tratta piuttosto di consentirci di sperimentare e di imparare attraverso ciò che viviamo, e, soprattutto, di imparare a riconoscere che cosa è benefico per noi e che cosa non lo è. L’unico modo per riuscirci è diventare consapevoli delle conseguenze dell’esperienza: tutto ciò che decidiamo o no, ciò che facciamo o no, ciò che diciamo o no, e persino ciò che pensiamo e sentiamo, comporta delle conseguenze. L’essere umano vuole vivere in modo sempre più intelligente; quando si rende conto che un’esperienza provoca conseguenze nocive, invece di prendersela con se stesso o con qualcun altro, può semplicemente imparare ad accettare il fatto di averla scelta, magari inconsciamente, e rendersi conto che quella non era una scelta intelligente per lui. Se ne ricorderà per il futuro. È così che viviamo le nostre esperienze nell’accettazione.

Ti ricordo anche che anche se tu dici a te stesso “non voglio più vivere questa situazione”, essa si ripresenterà; bisogna consentire a se stessi di poter ripetere più volte lo stesso errore, la stessa esperienza sgradevole, prima di riuscire a trovare la volontà e il coraggio necessario per trasformarsi.

Perché non capiamo le cose fin da subito? A causa dell’ego, (NOTA: l’Ego sarà trattato nel capitolo 4) che è alimentato dalle nostre credenze. Noi tutti abbiamo moltissime credenze che ci impediscono di essere ciò che vorremmo essere. Più questi modi di pensare o credenze ci fanno male, più cerchiamo di occultarle: riusciamo addirittura a credere che esse non ci appartengono più, nel qual caso per risolverle ci vorranno diverse incarnazioni; la nostra anima potrà essere completamente felice soltanto quando i nostri corpi mentale, emozionale e fisico saranno tutti in ascolto del Dio interiore.

Tutto quanto viene vissuto nella non-accettazione si accumula sul piano dell’anima la quale, essendo immortale, continua a rinascere, sotto diverse forme umane, con questo fardello in memoria.

Prima di venire al mondo decidiamo che cosa vogliamo risolvere nell’incarnazione che ci aspetta, una decisione che, insieme a tutto quanto abbiamo accumulato in passato, non è registrata dalla memoria cosciente, ovvero dalla memoria che è legata all’intelletto. Soltanto nel corso dell’esistenza prenderemo gradualmente coscienza del nostro disegno di vita, e di ciò che siamo venuti a sistemare.

Quando parlo di qualcosa che è rimasto “da risolvere”, mi riferisco sempre ad un’esperienza vissuta nella non-accettazione di sé. C’è una differenza fra accettare un’esperienza e accettare se stessi. Facciamo l’esempio di una ragazza che è stata rifiutata dal padre, desideroso di avere un figlio maschio. In tal caso, accettare l’esperienza consiste nel consentire al padre di aver avuto il desiderio di un figlio maschio, e di aver rifiutato la figlia. L’accettazione di sé, per la ragazza, consisterà nel permettersi di aver provato risentimento nei confronti di suo padre, e nel perdonarsi questo suo risentimento. Non bisogna che sussista più alcun giudizio nei confronti del padre e di se stessa, ma solo compassione e comprensione per quella parte che in entrambi ha sofferto. La ragazza saprà che l’esperienza sarà stata completamente risolta quando a sua volta rifiuterà qualcuno, e lo farà senza accusarsi, con molta compassione e comprensione per se stessa. C’è anche un altro modo per sapere se una situazione del genere è stata risolta davvero e se è stata vissuta nell’accettazione: la persona che la ragazza avrà rifiutato non se la prenderà con lei, e mostrerà a sua volta compassione, sapendo che accade a tutti gli umani di rifiutare, in certi momenti della vita, un altro essere umano.

Non lasciarti ingannare dall’ego che cerca con tutti i mezzi di far intendere che la data situazione è stata risolta. Frequentemente pensiamo: «Sì, mi rendo conto che l’altro ha agito così» solo per non dover guardare dentro di noi e per non doverci perdonare. È un espediente dell’ego per mettere furtivamente da parte le situazioni sgradevoli. Accade che accettiamo una situazione o una persona senza esserci perdonati, o senza aver mai consentito a noi stessi di provare o di aver provato risentimento nei suoi confronti. In tal caso accettiamo soltanto l’esperienza.

Ripeto che è importante saper distinguere fra accettazione dell’esperienza e accettazione di sé: quest’ultima è difficile, perché il nostro ego non vuole ammettere che tutte le esperienze sgradevoli che viviamo hanno l’unico scopo di mostrarci che anche noi agiamo con gli altri come loro agiscono con noi.

Far fronte a tutto ciò comunque richiede coraggio, perché è inevitabile che si metta il dito su certe vecchie ferite, che possono fare molto male; soprattutto se ce le trasciniamo dietro da diverse vite. Più soffri in una data situazione o con una certa persona, più il problema viene da lontano. Per aiutarti, puoi contare sul tuo Dio interiore che è onnisciente (conosce ogni cosa), onnipresente (è ovunque) e onnipotente (il suo potere non ha limiti). Questa potenza è sempre presente e all’opera dentro di te; agisce in modo da guidarti verso persone e situazioni funzionali alla tua crescita, affinché tu ti evolva in base al disegno di vita scelto prima di nascere. Ben prima di nascere, infatti, è il tuo Dio interiore a dirigere la tua anima verso l’ambiente e la famiglia che ti serviranno nella nuova esistenza. Quest’attrazione magnetica, questi obiettivi, sono determinati da quanto ancora non sei riuscito a vivere nell’amore e nell’accettazione nel corso delle vite precedenti, e dalle situazioni ancora irrisolte dei tuoi futuri genitori, situazioni che potranno risolvere attraverso un figlio come te. Ecco perché di solito figli e genitori hanno da risolvere le stesse ferite. Nascendo, perdi la consapevolezza di tutto il tuo passato, perché ti concentri soprattutto sulle necessità della tua anima che vuole che tu ti accetti, con le tue acquisizioni, i tuoi difetti, i tuoi punti di forza e di debolezza, i tuoi desideri, la tua personalità, eccetera. Tutti abbiamo questa necessità.

Tuttavia, poco dopo la nostra nascita, ci rendiamo conto che quando osiamo essere noi stessi la cosa disturba il mondo degli adulti o quello delle persone che ci sono vicine. Ne deduciamo che essere naturali non sia una buona cosa, non sia giusto.

Si tratta di una scoperta dolorosa, che, in un bambino, provoca soprattutto delle crisi di collera. Esse diventano così frequenti che finiamo per credere che siano normali; le chiamiamo “crisi infantili”, o “crisi adolescenziali”. Saranno forse diventate la norma per gli esseri umani, ma questo non le rende qualcosa di naturale. Un bambino che agisce in modo naturale, che è equilibrato, e al quale si riconosce il diritto d’essere se stesso, non ha crisi di questo genere. Ho invece osservato che perlopiù i bambini passano attraverso quattro fasi: dopo aver conosciuto la gioia d’essere se stesso, prima tappa dell’esistenza, il bambino scopre il dolore di non poter essere se stesso, e questa è la seconda fase. Poi c’è un periodo di crisi, di ribellione, ed è la terza fase. Per ridurre il dolore il bambino si rassegna, e finisce per crearsi una nuova personalità, in modo da diventare ciò che gli altri vogliono che sia. Vi sono persone che restano invischiate in questa terza tappa per tutta la via, e quindi sono continuamente in fase reattiva, in situazione di crisi, in collera. È nella terza e quarta fase che creiamo le maschere delle nuove personalità che servono a proteggerci dalla sofferenza vissuta nel corso della seconda fase.

Queste maschere sono cinque, e corrispondono a cinque grandi ferite fondamentali vissute dall’essere umano. I miei molti anni di osservazione mi hanno permesso di constatare che tutte le sofferenze dell’essere umano possono essere riassunte in queste cinque ferite, che vi espongo in ordine cronologico, ovvero nell’ordine in cui esse compaiono nel corso di una vita”

 

Approfondisci con l’articolo “Le 5 ferite dell’Anima o karmiche dell’uomo” o sennò acquista QUA il libro “Le 5 ferite dell’Anima e come guarirle” di Lise Borbeau.

 

CAP.3– LA LEGGE DI ATTRAZIONE E IL KARMA: I CICLI KARMICI

 

Nel campo metafisico e spirituale la legge di attrazione è senza subbio l’argomento più popolare. Negli ultimi anni la legge di attrazione , data la vasta quantità di materiale informativo disponibile sui motori di ricerca, è riuscita gradualmente a crearsi maggiore spazio e ad ottenere sempre più visibilità all’interno dell’opinione pubblica mondiale.
Il concetto generale della Legge di Attrazione afferma che il simile attrae il simile e che tutto viene attratto attraverso la qualità delle proprie vibrazioni. Siamo noi i responsabili delle nostre disgrazie come delle nostre vittorie. La positività attrarrà verso di sé altrettanta positività come la negatività richiamerà verso di sé ulteriori vibrazioni negative.

Tutto si unisce e si amalgama in un’armonia universale perfetta sorretta dalla Legge di Attrazione e dalla Legge del Karma. La casualità non esiste e mai è esistita, è il mondo interiore a costruire e ad influenzare il mondo esteriore ed è l’invisibile a creare il visibile.

Coloro che sono convinti del contrario sono semplicemente persone che non hanno mai dedicato tempo allo studio e all’approfondimento di questi meccanismi universali. In molti inciampano lungo il percorso evolutivo convincendosi ed incorniciando la realtà come qualcosa di “casuale e senza senso” ma è solo una trappola dell’ego per ripulirsi la coscienza dinanzi alle evidenti responsabilità che potrebbe comportare una simile presa di coscienza. Preferiscono buttare tutto sotto un tappetto e credere ad idee superficiali che non richiedono grandi sforzi mentali ed emotivi e che non hanno basi scientifiche né spirituali.

 

Ebbene si, questo è dimostrato scientificamente.

 

La Fisica Quantistica ha dimostrato da circa un secolo quanto appena descritto e quanto siamo solo noi i responsabili della qualità della nostra vita.

Illustri scienziati come Planck, Einstein hanno dimostrato come sia l’Energia a creare la materia, e anche se la materia è apparentemente e percettibilmente solida ai propri sensi fisici, in realtà non lo è affatto. Tutti gli atomi sono formati per il 99,9999% da energia che vibra ad una determinata frequenza e rende percettibile la dimensione fisica ai nostri sensi fisici. Lo stesso Max Planck, Nobel per la Fisica e creatore della Fisica Quantistica, affermava che:

” Avendo consacrato tutta la mia vita, alla Scienza più razionale possibile, ovvero lo studio della materia, posso dirvi almeno questo a proposito delle mie ricerche sull’atomo : la materia come tale non esiste! Tutta la materia non esiste, che in virtù di una forza, che fa vibrare le particelle, e mantiene questo minuscolo sistema solare dell’atomo .Possiamo supporre al di sotto di questa forza, l’esistenza di uno Spirito intelligente e cosciente. Questo spirito, è la ragione di ogni materia”

Einstein invece descriveva la Legge di Attrazione con queste parole: “Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica.“

Quando si afferma che il mondo esteriore è lo specchio della propria interiorità lo si fa sulla base di questo concetto fisico: dato che siamo fatti per il 99% da energia, e quindi da vibrazioni che vibrano ad una determinata frequenza, attraverso il nostro campo magnetico materializziamo nella realtà fisica ciò che è simile alla nostra frequenza emanata.
Uno stato emotivo centrato nell’amore e nella gioia materializzerà situazioni e persone che si avvicineranno a quella data frequenza. Viceversa uno stato emotivo centrato nella paura, nell’ansia o nella rabbia richiameranno eventi simili a quelle vibrazioni emanate.

 

CICLI KARMICI

 

Ti domanderai perché sto parlando di Legge di Attrazione quando il tema centrale è la Legge del Karma; ebbene l’obiettivo che si pone questo capitolo è la comprensione della legge karmica e di quanto sia proprio la Legge di Attrazione a materializzare nella vita di tutti i giorni il proprio Karma.

La vibrazione emanata dal proprio polo magnetico dipende da numerose influenze vibrazionali: come sottolineato nella guida gratuita “Legge di attrazione: la guida definitiva”, le principali influenze vibrazionali che costruiscono e creano la propria realtà esteriore di qualsiasi persona sono i pensieri, le emozioni, il sistema di credenze e infine il bagaglio karmico.

Questo insieme di vibrazioni creano il nostro polo magnetico e quindi la nostra realtà esteriore. Non credete a chi vi impacchetta la Legge di Attrazione come qualcosa di semplice in grado di funzionare solo grazie a qualche pensiero positivo o ad un paio di visualizzazioni al giorno. C’è molto di più!

La Legge di Attrazione si potenzia nel momento in cui si purifica la propria interiorità. Credere di migliorare la realtà con qualche pensiero positivo è come cercare di spegnere un incendio con qualche secchio d’acqua. Potrai riuscire ad abbassare qualche fiamma, ma l’incendio continuerà a divampare lo stesso.

Perciò ricordati: è l’abbondanza emotiva a costruire l’abbondanza esteriore e materiale, più purificherai le tue vibrazioni interiori e più la tua realtà esteriore si purificherà di conseguenza.

E’ su questa linea logica quindi che le ferite emotive o karmiche influenzano la vita delle persone: esse sono vibrazioni che costantemente e inconsciamente influenzano il polo magnetico di ogni essere umano e che tendono a richiamare verso di sé eventi e persone che rispecchieranno quella data vibrazione.

Per maggiori approfondimenti: Legge di Attrazione: la guida definitiva , Legge di Attrazione 2.0: il potere della mente al servizio dell’anima(Libro gratuito)

Tornando a noi quindi, gli eventi karmici sono prodotti delle ferite karmiche attraverso l’influenza vibratoria prodotta sul nostro polo magnetico. In gergo spirituale questi eventi o periodi di vita prendono il nome di cicli karmici; veri e propri loop temporali in cui l’Anima è impantanata da tempo immemore e che vengono attivati da un errato apprendimento di una data lezione animica.
Molte persone per esempio sono ingabbiate nella dipendenza emotiva, nell’attaccamento materiale e nel conformismo incontrollato. Le persone si sono dimenticate della loro unicità, della loro natura animica e divina racchiusa nel loro Centro Energetico del Cuore.

In molti fanno fatica a sentire e ad ascoltare questo potere interiore, a riconnettersi al loro vero Sé; ed essendo anche vittime delle loro ferite karmiche come quella del rifiuto e dell’abbandono, si lasciano trascinare in relazioni tossiche, in abitudini dannose e pericolose, in stili di vita conformi a quanto fatto dalla maggioranza della massa, guidati dalla convinzione di aver trovato soluzioni pratiche alla risoluzione del loro dolore emotivo.

Ti lascio questo passaggio del libro “Uno- Sperimentare l’unità con tutto ciò che è” di Sharma che ti spiegherà dettagliatamente la logica, il funzionamento e i metodi pratici per purificarsi da questi cicli karmici. In questo passo si evidenzia in particolar modo i cicli karmici attivati dalla dipendenza emotiva e dalle relazioni tossiche in cui molte persone sono impantanate da tempo immemore:

“Quando diventi consapevole di scenari ricorrenti che ti provocano una forte risposta emotiva, prendi il tempo di distanziarti dalla situazione e guarda attentamente cosa quelle circostanze possono simbolizzare. Finché non cominci a far così, continuerai infatti a manifestare, una scena dopo l’altra, il tema ricorrente in questione.

Le situazioni che più rappresentano per te una spina nel fianco son quelle che ti offrono il più grande potenziale per affrancarti dalle reazioni condizionate che ti tengono bloccato nella ripetizione incessante delle stesse scene.

L’importanza che attribuisci a un tema particolare è direttamente proporzionale al grado di ripetizione con cui esso ti si manifesterà come esperienza di vita. Per trascendere quello schema e interrompere il ciclo, è necessario abbandonarsi al processo e non resistere più a ciò che si presenta.

Sfidare tali circostanze o cercare d’imporvi la propria volontà non serve che a farle ripetere. Quando continui a manifestare avversità, pur avendo compreso in teoria che sei tu a creare la tua realtà, è il momento di cercare in profondità il filo comune che lega tali esperienze in una sola storia: è lì che puoi cogliere intuitivamente la vera comprensione.

La chiave per liberarsi dai vincoli rappresentati da certi temi di vita è allontanarsi energeticamente dallo scenario, completamente.

Finché sei emozionalmente coinvolto nel potenziale risultato di un confronto, sei energeticamente implicato. Il concetto di non-attaccamento al risultato è la chiave per liberarti dal sogno o incubo ricorrente che è forse ora la tua vita.

Finché sei emozionalmente coinvolto nel risultato, contribuisci a perpetuare il tuo imprigionamento.

L’attaccamento a certe persone che forse hai incluso nella tua vita è ancora un altro genere di legame da esaminare in questi tempi. Certe Anime sono lì apposta per farti prendere coscienza di particolari problemi manifestandoli sotto forma di drammi. Questi individui ci sono per una ragione precisa. Quando avrai risolto i problemi, non saranno più necessari. Prolungare il contatto con essi non farà che sottoporti a inutili ripetizioni di situazioni disarmoniche. Si dovrebbe esser pronti a eliminare dalla propria vita quegli attori che hanno esaurito il loro ruolo di condividere una storia che è stata co-creata.

È probabile che, al livello di trascendenza cui sei giunto, non serva né all’uno né all’altro prolungare lo schema d’interazione. Riconosci quando partecipi ancora a interazioni semplicemente per abitudine e quando invece la relazione è ancora vitale e reciprocamente arricchente.

La dipendenza nei confronti di un altro essere è frequente in quest’epoca. Forse pensi che ci voglia molto coraggio per abbandonare la compagnia familiare di certi individui. Eppure, quando l’interazione è piena d’avversità, dovrebbe esserti chiaro che il potenziale beneficio della connessione ha fatto il suo tempo. Armonia è la parola-chiave in tutte le relazioni in cui vorresti impegnarti. Quando questa non viene, nonostante i tuoi migliori sforzi per manifestarla, è meglio allontanarsi da quella relazione, rompere i legami, ma senza animosità – semplicemente con distacco. Perché il potenziale beneficio nel metter fine a una relazione viene annullato se si abbandona la scena ostentando una carica emozionale.

La vera indifferenza non è uno stato che si può fingere, anche se molti di voi, all’inizio, cercheranno di farlo. Perché indifferenza non significa mancanza di attenzione verso l’altro. Rappresenta piuttosto il desiderio di non rimanere più intrappolati in un particolare schema energetico.

Fingere indifferenza, quando dentro covano ancora risentimenti, non ti libera dallo schema in questione. Prepara solo il terreno per ulteriori recite, forse con altri attori. Finché porti con te la vibrazione di risentimento per quelle che consideri cattive azioni commesse nei tuoi confronti, prepari le condizioni per un ripetersi del dramma.

Quando ci si libera veramente da questo ciclo, si è in grado di sperimentare pienamente il dramma senza cadere nella trappola del coinvolgimento emotivo. Parole e azioni offensive non vengono registrate come un dolore inflitto, ma riconosciute solo come parole e azioni. Si sospende il giudizio riguardo al loro merito o demerito.

Accettare incondizionatamente qualunque cosa si presenti, senza il bisogno di cercare di cambiarla per adattarla al tuo sistema di valori, è la ricetta per liberarti da qualunque dolore.

In quest’epoca, non si richiede a nessuno di caricarsi, energeticamente, del peso di qualcun altro. E quelli che cercano di trattenerti in uno schema d’interazione contro il tuo volere, non faranno che prolungare per sé quei temi di vita.

La maggior parte delle persone che affrontano questa cosa è stata infatti condizionata a cedere all’attrazione emotiva di schemi familiari e ad essere trascinata nel dramma che ha costituito il tema centrale della relazione. È solo trascendendo l’emozione associata con quel dramma che ci si può distaccare dalle circostanze in questione.

Una volta che riesci a capire quel che avviene realmente in questi incontri, una parte della carica energetica contenuta nel dramma si disperde. E alla luce della comprensione raggiungi un certo distacco.

Dopo alcuni intensi episodi che spesso accadono simultaneamente o in rapida successione, emergi con un senso di liberazione dalla stretta che ti tratteneva. Ti rendi conto, a volte all’improvviso, che l’energia è cambiata. E le cose che prima maggiormente provocavano un conflitto, ora ti passano accanto senza che la coscienza ne sia minimamente turbata. Provi un senso di accettazione verso certi schemi e sei consapevole dell’inutilità di cercare d’imporre ad essi la tua volontà. Mentre, l’una dopo l’altra, le situazioni ricorrenti si diradano, diminuisce il bisogno di manifestare ancora quelle circostanze, e si dissolve naturalmente l’impulso condizionato di continuare a interagire con le persone che abitualmente le provocavano.”

 

 

CAP.4– AZIONI KARMICHE

 

 

Tra tutte le influenze che costruiscono il proprio bagaglio karmico le azioni karmiche rappresentano certamente l’argomento più popolare e discusso.
Ogni azione prodotta da una data Anima produce inevitabilmente una conseguenza. Ad esempio, se una persona si comporta consapevolmente in modo dannoso nei confronti dei suoi simili o verso l’ambiente circostante, ,la Legge del Karma restituirà a quella data persona simili cattiverie e ingiustizie.

Le conseguenze tuttavia non si verificheranno necessariamente in questa vita, ma possono, ad esempio, influenzare il tipo di rinascita nella vita successiva o nelle future linee temporali. Ma devo fare le dovute sottolineature: la velocità con cui si materializza il karma è direttamente proporzionale al livello evolutivo di una data Anima. Maggiore sarà la tua consapevolezza e la tua maturità interiore maggiore sarà la velocità con cui potrai bruciare Karma negativo. Ciò significa che ogni Anima possiede tempistiche diverse per sperimentare il proprio Karma, ed è secondo proprio questa linea logica che la Legge del Karma non può essere incorniciata in regole fisse e matematiche.

Più precisamente quindi, la legge karmica esprime il concetto secondo cui esistono soltanto due scelte fondamentali: o scegliamo la “leggerezza” dell’ignoranza, o scegliamo di essere consapevoli del fatto che ogni azione crea delle conseguenze nella nostra vita.

Questa seconda scelta implica che dobbiamo approfittare di ogni opportunità che ci viene offerta, prendere coscienza di questo meccanismo e scegliere con il cuore il meglio per la nostra vita, per l’ambiente circostante e per il prossimo.

La legge del karma significa una continua scelta. Ed è da questo punto di inizio che diveniamo responsabili della nostra vita: non hai responsabilità cosciente per il tuo Karma passato, ma hai totale responsabilità nel protarsi del tuo Karma futuro.

Se dovessimo rifiutarci di scegliere, il nostro passato sceglierebbe al posto nostro, perché le intenzioni del passato sono sempre e comunque vive. Saranno le ferite karmiche a scegliere, la paura, l’odio, la rabbia a controllarci e a portarci in un circolo vizioso in cui si attiveranno cicli karmici pesanti e dolorosi.

 

“Tutto ciò che fai ora è la causa di un effetto futuro, tutto ciò che ti accade ora è l’effetto di una causa precedente”

Anonimo

 

Un punto essenziale presente quindi nella legge karmica, è che quello che farete agli altri sarà prima o poi fatto anche a voi. Tutte le azioni ritornano su di noi, proprio come un boomerang. Ed è bene sottolineare che quando parliamo di azioni karmiche parliamo di azioni che possono essere compiute sia con il corpo fisico che con quello mentale. Puoi produrre karma anche attraverso una mala gestione della tua mente, dei tuoi pensieri e delle tue emozioni. Magari sbagli a dare energia ad una determinata emozione negativa o a perpetuare pensieri negativi e colmi di astio verso situazioni che non meritano nemmeno attenzione.
Anche questo è tutto karma che ritornerà contro di voi, che vi ingabbierà ancor di più in schemi mentali dannosi che vi impantaneranno in cicli karmici deleteri per la vostra Anima.

Se dovessi quindi riassumere questo ultimo punto, racchiuderei questo concetto in questa frase “Trattate tutti come vorreste essere trattati voi, indipendentemente da come essi vi trattano”. E vedrete che la gioia lentamente risplenderà dentro il vostro cuore e la pace inizierà ad essere il principale stato emotivo del vostro essere. E’ solo così che potrete liberarvi da tutti i fardelli karmici, divenendo espressione di gentilezza, amore e compassione.

 

CAP. 5- AZIONI PURE, SBORNIA KARMICA E TRAPPOLE DELL’EGO

 

In quest’ultimo capitolo uniremo gli ultimi puntini nella rappresentazione karmica e consegneremo gli ultimi strumenti per osservare la Legge del Karma nelle sue vario dipinte sfaccettature.
Come già accennato nel capitolo delle ferite karmiche, l’Ego ricopre un ruolo cruciale e determinante nella creazione di queste ferite e nella costruzione del nostro bagaglio karmico. Come affermato nel libro gratuito “Legge di attrazione 2.0: il potere della mente al servizio dell’anima” la mente umana, nella maggior parte dei casi, è come una tazza che strabocca di liquido. Questo liquido in eccesso, è formato dalle credenze, dalle paure e dalle varie ferite emotive. Esse strutturano la mente e creano le fondamenta su cui poggiano le percezioni soggettive di ogni essere umano.

Tutte le tazze fin dall’infanzia sono state riempite goccia dopo goccia attraverso le infinite programmazioni che le istituzioni hanno subdolamente attuato. Tutti sono stati abituati a convivere con il proprio liquido, a percepirlo come una parte di sé. Ma la vera natura della tazza è la tazza stessa. Il liquido è semplicemente un agente esterno che niente ha a che vedere con ciò che siamo realmente.

Spesso l’essere umano si confonde e si distacca da ciò che è realmente. Fa fatica a razionalizzare e a prendere coscienza della sua vera natura. Di quanto la tazza, ovvero la sua Anima, la sua parte Divina, sia la ragione della sua esistenza. Ed il liquido, l’Ego, l’unica vera ragione della sua sofferenza e della sua irrequietezza esistenziale perché schiavo della paura e della sua costante ricerca di potere e sicurezza.

Una tazza piena, porta a vivere nella coscienza dell’Ego. Ad abitare nel paradigma della paura e a vivere perennemente in uno stato di allarme rosso. Più la tazza è piena, più la mente si stratifica. E quando la mente è imprigionata nei propri limiti, soffre.

L’Ego fa di tutto per sopravvivere. Per mantenere il proprio liquido nella tazza. E’ la sua natura. Ed è per questo che ricerca assiduamente potere e sicurezza. Ha una paura fottuta di “morire” e di lasciare la tazza LIBERA.

Inconsapevolmente le persone si adattano alle logiche della società, a quelle logiche ritenute le uniche strade percorribili in cui crescere, maturare e invecchiare. Motivo per cui, come meccanismo di difesa, l’Ego preferirà conformarsi e assecondare queste logiche di vita.

L’Ego pur di non soffrire, preferirà adattarsi, zittire la voce interiore dell’anima, e replicare quello stile di vita imposto inconsciamente dalle istituzioni attraverso l’imprinting (NOTA: termine per identificare le programmazioni che subiamo fin da piccoli attraverso i mezzi di comunicazione, film, serie televisive e anche gli insegnamenti della famiglia e della scuola). Preferirà ricercare il raggiungimento di alcuni modelli societari che l’Ego ritiene utile per la sopravvivenza e per il raggiungimento di alcune posizioni sociali che possano consegnarli potere, sicurezza e una buona immagine di sé.

Un esempio comune può essere fatto con il “posto fisso”. Alcuni preferiscono adagiarsi, “andare sul sicuro”, preferiscono non rischiare e non ascoltare quella “vocina interiore” che molto spesso consiglia di invertire la direzione delle proprie vele. Che esorta a perseguire nuovi orizzonti in cui l’evoluzione della propria anima sia posta al centro del viaggio e della propria avventura chiamata vita. Magari ti sollecita a partire e a lasciare tutto verso qualche luogo sperduto. O magari semplicemente ti esorta a cambiare obiettivi e puntare verso nuovi contesti lavorativi.

Questo è un loop karmico in cui molte Anime sono invischiate: hanno preferito sopravvivere piuttosto che evolvere e seguire il percorso della propria Anima.

 

Tanti non hanno il coraggio di osare!

 

Ti è mai capitato di desiderare qualcosa , di riuscire ad ottenerlo, e solo successivamente renderti conto che ciò che avevi desiderato per così tanto tempo non aveva soddisfatto le aspettative che avevi costruito su di esso?

Tutti almeno una volta hanno sperimentato questa sensazione nella vita poiché tutti vivono in questa illusione dell’Ego! In queste false speranze create dalla coscienza egoica!

E’ una tra le principali trappole che si cela dietro a un desiderio dell’Ego, e anche uno tra i principali motivi per cui le persone affrontano profonde crisi emotive/depressive. Si “lotta” per anni, a volte per una vita intera, per raggiungere qualcosa che non riesce a soddisfare i risultati sperati.  Quante famiglie si sono sfaldate per questo motivo! Magari si desidera una famiglia felice e numerosa, ma con il tempo, quando “la magia” comincia a dissolversi, in molti realizzano che ciò di cui avevano realmente bisogno era ben altro. O magari uno studente universitario, che dopo anni di studi realizza quanto il percorso formativo intrapreso non fosse riuscito a portare i benefici sperati, e si ritrova in una crisi depressiva alla porta dei 30anni, vuoto, perso e senza un strada ben definita.

Sono milioni le persone che hanno vissuto e vivono tutt’ora momenti del genere.

Queste persone sono tutte vittime dell’Ego e delle programmazioni della società. Se avessero ascoltato il proprio intuito, il linguaggio con cui comunica l’anima, e rifiutato di conformarsi e adeguarsi a ciò che era “socialmente accettabile”, il nodo non si sarebbe mai creato e non sarebbe mai arrivato al pettine.

In sintesi, il punto centrale su cui vogliamo soffermarci, è che molte persone sono mosse dai loro bisogni dell’Ego. Esse non hanno quasi mai ascoltato la loro Anima e si ritrovano impantanate karmicamente in situazioni poco motivanti e insipide emotivamente.

 

Meno ascolti la tua anima e più Karma produci. Più ascolti il tuo Ego e più Karma produci.

 

Magari se queste persone avessero seguito il proprio intuito, avrebbero intrapreso binari diversi, più “strani, se osservati attraverso il sistema di credenze della società, ma utili e necessari per l’evoluzione delle loro anima e per la purificazione dei loro bagaglio karmici.

Ma c’è dell’altro, il desiderio dell’Ego è mosso inconsciamente dalla paura. E questo è descritto ed enunciato da un numero incalcolabile di psicologi.

Il motivo per cui le persone assecondano l’Ego, è perché cercano inconsciamente di rimanere il più lontano possibile da alcune ferite presenti dentro la loro interiorità. E su questo non c’è da aggiungere altro, è stato già ampiamente descritto nel capitolo 2 sulle ferite karmiche ed emotive. Anzi, questo è un ulteriore motivo per confermare con più forza quanto ogni argomento possieda la sua medesima importanza. E’ controproducente essere interessati solo ad alcuni argomenti e metterne da parte altrettanti. Come vedete è tutto interconnesso e più salirete nella scala evolutiva animica e più vi renderete conto di quanto appena detto.

 

E’ banale interessarsi solo alla Legge di Attrazione o solo al Karma, per poi non sapere niente sull’ego, sulle ferite emotive o sul sistema energetico.

 

Tornando a noi quindi, l’Ego rappresenta per molti una metaforica “sbornia karmica”: molte anime, data la manipolazione dei mezzi di comunicazione e dei poteri istituzionali, vivono in questo stato disorientato ed annebbiato in cui sono intrappolate fin dalla nascita. Per molti per esempio è convinzione curare e migliorare ad oltranza la propria immagine di sé, per altri è indispensabile scalare la piramide sociale mentre per altri ancora, ciò che conta è la costruzione del proprio “orticello” dove poter sopravvivere e schermare ogni problema sociale, emotivo ed animico.

E’ logico che ci siano altrettante sfaccettature, ma aldilà di quale sia presente nella propria interiorità, sono tutte create dalla coscienza dell’Ego e sono tutti modelli comportamentali che producono karma e impantanano ancor di più quella data anima in cicli karmici pesanti e faticosi.

Voglio sottolineare un’ultima cosa: l’ego è subdolo, insidioso e perfido. E’ imperativo possedere una buona dose di onestà intellettuale per rendersi conto di quanto la maggior parte delle nostre azioni siano influenzate dalla sua coscienza.

 

AZIONI KARMICHE PURE

 

Un errore in cui molte persone “inciampano” , tra cui quelle con una certa evoluzione animica, è quello di fare azioni positive in base al concetto “Così produrrò karma positivo e mi libererò dal bagaglio karmico”.

FALSO!

So che può essere spiazzante ma queste non sono azioni pure in grado di eliminare karma dalla tua vita. Per “azioni karmiche pure” si intendono tutte quelle azioni fatte con il cuore in mano, che non hanno un secondo fine e tantomeno ricercano un guadagno personale.
Se spesso tendi ad utilizzare questo schema di pensiero sappi che quello è il tuo Ego che governa le tue azioni. Stai producendo un’azione solo in base al guadagno tuo personale. Non lo stai facendo perché realmente vuoi fare del bene al prossimo ma solo perché vuoi salvarti dai tuoi pesi karmici.

E questo è egoismo subdolo!

Potete quindi immaginare che anche questi schemi di pensiero vi ingabbieranno ancor di più nel vostro pantano karmico, perché come già detto…ci sarà sempre karma dove ci sarà Ego.

 

CONCLUSIONI

 

In conclusione, nessuno ti obbliga a cambiare ma tantomeno nessuno ti farà trovare una scorciatoia per finire il prima possibile il percorso della tua evoluzione animica.

Per questo ciclicamente Illuminati e Maestri Ascesi si presentano dinanzi agli occhi dell’umanità: per risvegliarli da un torpore karmico che in molti casi dura da secoli se non da millenni.

La scelta è solo tua. Se vuoi risvegliarti e aprire il tuo cuore alla liberazione e alla purificazione del tuo Karma devi immergerti nella tua interiorità, smettere di lamentarti o di puntare il dito verso l’esterno, e iniziare a puntarlo verso di te.

Devi fare luce sui tuoi lati oscuri che ti vincolano da tempo ai tuoi debiti karmici!

Devi imparare ad essere un fior di loto che fiorisce dalla melma e splende di pura bellezza. Se non lo farai sarà il tuo bagaglio karmico a decidere per te. Sarà il tuo passato a governare il tuo presente e a costruire il tuo futuro.

Io ti saluto, e come sempre stammi bene, senza troppa fretta e frenesia ti auguro di riconnetterti al tuo tesoro interiore, scrigno di meravigliosi colori e tesori divini da riscoprire.

Riccardo.

 

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