Gli studi e le scoperte della scienza sul potere della compassione

Gli studi e le scoperte della scienza sul potere della compassione

ESTRATTO DELLA NOSTRA RIVISTA GRATUITA SCIENZA SPIRITUALE (Leggi QUA gratis)

 

In uno studio portato avanti dagli scienziati Kathi J Kem- per(The Ohio State University)e Hossam A Shaltout (Wake Forest School of Medicine) si cercò di analizzare la comunicazione compassionevole non verbale del campo magnetico del cuore
(NOTA: consigliamo la lettura dell’articolo “Il campo magnetico del cuore influenza la nostra realtà”), misurando gli effetti psicofisiologici che questa connessione avrebbe potuto creare. Gli scienziati scoprirono cambiamenti significativi nel sistema nervoso autonomo del ricevente. In altre parole i pazienti a cui veniva indirizzata energia compassionevole mostravano cambiamenti nella loro frequenza cardiaca e un miglioramento nella loro frequenza respiratoria. 

Nella figura 1, il grafico mostra chiaramente come il paziente (linea rossa) sia chiaramente influenzato dall’energia compassionevole del “praticante” (linea blu). Nella parte iniziale le frequenze tendono ad abbassarsi repentinamente in ambedue i soggetti per poi successivamente mantenersi su livelli decisamente inferiori e coerenti. 

In sostanza, quando proviamo veri sentimenti di compassione e andiamo a sfruttare il potere del nostro cuore, tendiamo a spostarci in uno stato fisiologico più coerente, irradiando onde magnetiche più coerenti nell’ambiente circostante. Serve anche evidenziare come la compassione sia uno stato emotivo colonna portante di molte scuole di pensiero e di molte filosofie spirituali. Un’ emozione da sempre considerata essenziale per un equilibrio interiore e per il raggiungimento di uno stato di beatitudine emotiva.

“Estendere la compassione non è solo una buona cura; potrebbe essere anche una buona medicina.”

Hossam A Shaltout

 

LA COMPASSIONE, IL CAMPO MAGNETICO DEL CUORE E IL DNA

 

Il biologo cellulare Dr. Glen Rein aveva concepito l’idea che il DNA sarebbe stato un buon obiettivo per testare la capacità dei guaritori di influenzare i sistemi biologici, e capire fino a dove l’influenza del campo magnetico del cuore sarebbe riuscito ad arrivare. Il biologo aveva testato questo sistema con diversi guaritori, i quali erano incaricati di creare un ambiente di “guarigione”, e osservare quanto il DNA sarebbe cambiato quando esposto a questi ambienti. Le conferme e i risultati sorprendenti che arrivarono dai suoi esperimenti portarono il Dr. Rein ad accettare nel 1991 una posizione presso il centro di ricerca HeartMath, con l’intenzione di continuare ed approfondire lo studio sul DNA e il campo magnetico del cuore. Nel successivo anno e mezzo diversi esperimenti vennero con- dotti, approfondendo le reazioni del DNA alle influenze del campo magnetico del cuore. I primi sei mesi sono stati principalmente dedicati all’esecuzione di una serie di studi di controllo per assicurare la stabilità del sistema di misurazione e perfezionare i protocolli. Il Dr.Childre ha quindi aggiunto l’elemento di intenzionalità ai protocolli, che si è rivelato un fattore chiave. Alcuni dei risultati chiave di questa serie di studi sono stati presentati in conferenze e pubblicati in numerose rivi- ste. I risultati ottenuti da anni di ricerche ed esperimenti parlavano chiaro: il campo magnetico del cuore modifica la struttura del nostro DNA.

Nel dettaglio, l’esperimento si basava sul tentare di influenzare il DNA tramite individui addestrati a generare sentimenti di amore ,apprezzamento e appunto compassione. Quello che si notò, era che il DNA, situato in apposite fiale, modificava la propria struttura a seconda della profondità della coerenza cardiaca del praticante. Il cambiamento della struttura era circa del 10%, ma vennero osservati casi in cui si ingrandiva anche del 25%. Dati senza dubbio interessanti ma allo stesso tempo alquanto misteriosi, dato che gran parte del DNA è quasi sconosciuto all’es- sere umano. Pertanto un ingrandimento nel DNA non è ancora riconosciuto come un comportamento biologico positivo.

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