Il potere della compassione: gli studi della scienza

Il potere della compassione: gli studi della scienza

La compassione è una virtù dell’Anima, è quel sentimento grazie al quale siamo in grado di percepire le sofferenze altrui con assoluto amore. Ma non solo: è comprendere che tutte le Anime agiscono secondo il loro livello di consapevolezza e che, anche se non ne condividiamo i comportamenti, esse non potranno comportarsi diversamente fintantoché non porteranno consapevolezza sul loro modo di agire.

Di solito abbiamo la tendenza a credere di essere vittime degli altri, di essere gli unici a stare male. Ma non è vero, anche gli altri soffrono, anche le altre persone hanno le loro personali difficoltà interiori con cui affrontano la vita e i rapporti interpersonali. Come scrisse il Maestro Thich Naht Nant: “Se solo potessimo vedere il dolore che c’è in loro, inizieremmo a comprenderlo; e una volta che c’è la comprensione, la compassione diventa possibile. Abbiamo abbastanza tempo per osservare a fondo la condizione dell’altro? […] Se lo osserviamo possiamo vedere che in lui c’è molta sofferenza. Forse non sa come gestire la sua sofferenza. Forse la lascia crescere perché non sa come gestirla, e questo fa soffrire lui e le persone che ha intorno”.

Ad ogni modo, la compassione è un movimento interiore che nasce dal cuore, che proviene dall’energia trasmutatrice dell’amore incondizionato. E’ una porta d’accesso che conduce a una vita piena di amore e che, inevitabilmente, ti aiuta a vivere il momento presente con assoluta gioia.

Tuttavia, anche se la compassione meriterebbe un maggiore approfondimento, in questo articolo ho deciso di adottare un approccio più pragmatico in modo da consegnarti risposte pratiche per comprendere il reale potenziale della compassione.

In uno studio portato avanti dagli scienziati Kathi J Kem e Hossam A Shaltout, si cercò di analizzare la comunicazione compassionevole non verbale del campo magnetico del cuore misurando gli effetti psicofisiologici che questa connessione avrebbe potuto creare. In altre parole, gli scienziati vollero scoprire se inviando “energia compassionevole” ad alcuni volontari potevano migliorare lo stato emotivo di queste persone.

Gli scienziati scoprirono cambiamenti significativi nel sistema nervoso autonomo del ricevente; cioè i pazienti a cui veniva indirizzata energia compassionevole mostravano cambiamenti nella loro frequenza cardiaca e un miglioramento nella loro frequenza respiratoria. 

Nella figura 1, il grafico mostra chiaramente come il paziente (linea rossa) sia chiaramente influenzato dall’energia compassionevole del “praticante” (linea blu). Nella parte iniziale le frequenze tendono ad abbassarsi repentinamente in ambedue i soggetti per poi successivamente mantenersi su livelli decisamente inferiori e coerenti. 

Questo esperimento – concretizzatosi positivamente su molti pazienti – ci dimostra che quando proviamo veri sentimenti di compassione e andiamo a sfruttare il potere del nostro cuore, tendiamo a spostarci in uno stato fisiologico più coerente, irradiando onde magnetiche più armoniose nell’ambiente circostante. 

E’ bene precisare, tuttavia, che come dimostrato dall’Istitute of HeartMath, questa “trasmissione emotiva” riesce a concretizzarsi attraverso un campo di vibrazioni circa 100 volte più potente rispetto a quello prodotto dal nostro cervello, ovvero quello del cuore.

Esso si tratta di un campo magnetico a forma toroidale dal diametro compreso fra 1,5m e 2,4m e che, se analizzato attentamente, permette di fornire risposte plausibili a comportamenti quasi inspiegabili come il poter “sentire” lo stato emotivo di un’altra persona indipendentemente dal linguaggio del corpo o il riuscire a influenzare la condizione emotiva di un’altra persona senza apportare alcun tipo di trattamento fisico, psicologico o medicinale. (Per maggiori approfondimenti: Il campo magnetico del cuore influenza la realtà circostante)

Come si conclude nell’analisi finale rilasciata da Kathi J Kem e Hossam A Shaltout:“Estendere la compassione non è solo una buona cura; potrebbe essere anche una buona medicina.”

 

IL POTERE DELLA COMPASSIONE: IL CAMPO MAGNETICO DEL CUORE E IL DNA

 

Negli anni ’80, Il biologo cellulare Dr. Glen Rein concepì l’idea che il DNA sarebbe stato un buon obiettivo per testare la capacità dei guaritori di influenzare i sistemi biologici e capire fino a dove l’influenza del campo magnetico del cuore sarebbe riuscito ad arrivare.

Il biologo testò questo sistema con diversi guaritori, i quali furono incaricati di creare un ambiente di “guarigione” – ovvero una condizione emotiva assolutamente armonica – e osservare quanto il DNA sarebbe cambiato quando esposto a queste influenze emotive positive.

Le conferme e i risultati sorprendenti che arrivarono dai suoi esperimenti portarono il Dr. Rein ad accettare nel 1991 una posizione presso il centro di ricerca HeartMath, con l’intenzione di continuare ad approfondire le connessioni che intercorrevano tra le reazioni del DNA e le influenze del campo magnetico del cuore.

I primi sei mesi furono principalmente dedicati all’esecuzione di una serie di studi di controllo in modo da assicurare la stabilità del sistema di misurazione, perfezionando così i protocolli di riuscita della ricerca. Ma c’è di più: il Dr.Childre aggiunse un ulteriore elemento che si rivelò fondamentale nella realizzazione dell’esperimento: il fattore di intenzionalità.

Alcuni dei risultati chiave di questa serie di studi furono presentati in conferenze e pubblicati in numerose riviste, e parlavano chiaro: il campo magnetico del cuore riusciva a modificare la struttura del nostro DNA.

Nel dettaglio, l’esperimento si basava sul tentare di influenzare il DNA tramite persone addestrate a generare sentimenti di amore , di apprezzamento o di compassione. Quello che si notò, era che il DNA, situato in apposite fiale, modificava la propria struttura a seconda della profondità della coerenza cardiaca del praticante. Il cambiamento che si veniva a creare nella struttura era circa del 10%, ma vennero osservati casi in cui il DNA si ingrandiva anche del 25%.

Dati senza dubbio interessanti ma allo stesso tempo alquanto misteriosi, dato che gran parte del DNA è quasi sconosciuto all’essere umano. Quindi un ingrandimento nel DNA non è ancora riconosciuto come un comportamento biologico positivo ma, è anche vero che se incrociamo questi dati con i risultati ottenuti da Kathi J Kem e Hossam A Shaltout, possiamo certamente concludere che non c’è niente di negativo in questa modifica strutturale e che, sicuramente, queste ricerche daranno un grande contributo a una nuova visione d’insieme in cui l’uomo si affaccerà con pragmatismo alle porte dello Spirito. (Per ulteriori informazioni sulla natura controintuitiva del DNA: Energia spirituale: i 2 esperimenti che ne dimostrano l’esistenza)

 

Ti mando un forte abbraccio, Riccardo Ciattini.

 

Tag: #il potere della compassione #essere compassionevoli #significato compassione #il campo magnetico del cuore #la compassione

Autore

  • Riccardo Ciattini

    Namasté! Mi chiamo Riccardo Ciattini e sono l'autore del libro "La Legge di Attrazione al servizio dell'Anima". Il mio scopo è quello di riportare per iscritto le saggezze che ho appreso in India e in giro per il mondo, cercando di donare una profonda consapevolezza su cosa significa vivere dal cuore.

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