Storia Zen sul Karma: Ciò che dai ritorna sempre

Storia Zen sul Karma: Ciò che dai ritorna sempre

Ecco una storia zen che renderà chiaro il concetto su cui si basa la legge del Karma: “Ciò che dai ritorna sempre indietro” .

Se vuoi approfondire il tema del karma qua hai a disposizione alcuni articoli che chiariranno i tuoi dubbi e la tua sete di conoscenza:

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Che cos’è il Karma? La spiegazione di una maestro tibetano

 

Racconto zen: un giorno un contadino bussò alla porta di un monastero. Come di prassi, le porte vennero spalancate ed aperte dal monaco portinaio responsabile delle entrate e uscite del monastero tibetano. Il contadino senza troppi convenevoli, porse in regalo al giovane monaco alcuni magnifici grappoli d’uva .

“Fratello, questo grappolo proviene da una delle mie migliori vigne che produco. Sono venuto per regalartelo e donartelo come mio regalo”

“Grazie!” disse il monaco ” Lo prenderò per portarlo immediatamente all’Abate, lui sarà contentissimo per questa offerta”.

No! L’ho portato per te” ribattè il contadino.

“Per me?” Il monaco arrossì, non credeva di meritare questo dono che Madre Natura aveva forgiato con così tanta bellezza.

“Si! Si!” insistette l’uomo “Per tutte quelle volte che ho bussato alla porta e mai hai dubitato ad aprirla. Quando avevo bisogno di aiuto perchè il raccolto era distrutto dalla siccità, tu mi hai sempre donato un pezzo di pane e una coppa di vino con cui sfamarmi e dissetarmi. Spero che questi grappoli possano portarti l’amore del sole, la bellezza della pioggia e il miracolo di Dio, perchè sono loro ad aver fatto crescere questi grappoli così meravigliosamente”.

Il monaco prese il grappolo d’uva, ringraziò il contadino e spese parte del suo pomeriggio ad ammirare questa meravigliosa creazione. Decise infine di consegnare questo regalo all’Abate, che fin da quando ha memoria, lo ha sempre incoraggiato a migliorare e a crescere interiormente con profonde parole di saggezza. L’abate fu molto lieto di ricevere questo dono da parte del monaco portinaio, ma ricordò di un altro monaco da tempo malato e pensò di donare questi grappoli proprio a lui “Chissà, potrebbero portare molta gioia nella sua vita”. E questo è quello che fece. Tuttavia, anche il monaco malato decise di donare questo dono ad un’altra persona “Il cuoco del monastero si è occupato di me per così tanto tempo, alimentandomi ogni giorno con i suoi migliori pasti. Sono certo che apprezzerà un regalo del genere” E fu così; quando il cuoco apparve a pranzo per portargli il suo pasto, il monaco malato presentò a lui i grappoli d’uva “Questi sono per te, dato che sei venuto sempre con tutto ciò che la natura produce, io ti regalo questa meravigliosa creazione di Madre Natura”. Anche il cuoco fu impressionato dalla bellezza dei grappoli che mostrò a sua volta ai suoi assistenti di cucina. I grappoli erano così perfetti che pensò dentro se stesso “Non ci sarebbe nessuno che potrebbe apprezzarli come il sacerdote del monastero” .Egli era considerato da tutto il monastero un uomo santo e lui sarebbe stato il migliore per valutare questa meraviglia della natura. Il sacerdote apprezzò il dono, ma a sua volta, diede i grappoli come regalo ad un giovane novizio, così da poter comprendere come il lavoro di Dio è presente anche nei dettagli più piccoli della Creazione. Quando il novizio ricevette in regalo quei meravigliosi chicchi d’uva il suo cuore fu colmato dalla Gloria del Signore perchè non aveva mai visto così tanta bellezza naturale. Solo allora, ricordò la prima volta che venne al monastero, ricordò in particolare quel monaco che con così tanta dolcezza e compassione aprì le porte del monastero per lui. Quel gesto così insignificante, fu il gesto che permise al monaco novizio di essere parte della comunità del monastero. Quel monastero che sapeva valutare le bellezze della vita. E così, solo prima del crepuscolo, prese i grappoli d’uva e li donò al monaco portinaio. “Mangiali e apprezzali” disse il novizio al portinaio. “Questo regalo è per il tuo tempo che spendi da solo qua, e sono certo che questi grappoli ti faranno felice”.

MORALE: nella vita, nella tua vita, quello che dai prima o poi ritornerà indietro. Non scordartelo mai, ogni buon atto, ritornerà sempre indietro ad un certo punto della tua vita. Questa è la Ruota Karmica ed è sempre funzionante in ogni istante della tua vita. Il tuo “guadagno” se non è in questa vita sarà nella prossima o in quella a venire, ma aldilà del “quando”, quello che conta è donare e aiutare con sincerità, con cuore, senza perdersi in calcoli o doppi fini per avere un guadagno futuro. Perché quello è l’ego, non è di certo il cuore che “dona”. E se non donerete davvero sinceramente, non produrrete Karma veramente positivo.

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